La stazione della Linea 1 doveva aprire a Pasqua. Cinquanta giorni dopo manca ancora una ventola
A Napoli c’è una stazione della metropolitana praticamente pronta, con banchine completate, ingressi rifiniti e collegamenti strategici già programmati. Manca solo un dettaglio: funziona male il ventilatore. Ed è bastato questo a congelare ancora una volta l’apertura della stazione Tribunale della Linea 1, annunciata per Pasqua e finita invece nell’ennesimo limbo burocratico-tecnico partenopeo. A Palazzo San Giacomo si prova ora a convincere Ministero dei Trasporti e Ansfisa a proseguire il collaudo anche senza il gigantesco impianto di aerazione difettoso.
La metro si ferma davanti a una ventola
La scena è quasi surreale. Da una parte una nuova fermata considerata strategica per il futuro della mobilità cittadina. Dall’altra un maxi ventilatore irreperibile che blocca tutto. Il problema sarebbe emerso durante le verifiche tecniche sull’impianto di aerazione.
L’assessore ai Trasporti del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza, ha spiegato che la concessionaria Metropolitana di Napoli sta cercando il componente sostitutivo senza però riuscire a trovarlo rapidamente. Così il Comune ha deciso di giocare la carta dell’autorizzazione speciale, inviando una relazione tecnica agli enti nazionali competenti per tentare di completare comunque il collaudo.
Il collegamento con Capodichino resta nel parcheggio
La fermata Tribunale dovrebbe diventare il cuore del “Capodichino link”, la navetta destinata a collegare l’aeroporto con la Linea 1 fino all’apertura della stazione dentro lo scalo. Il problema è che la navetta è pronta, la fermata esterna pure, ma manca la stazione vera e propria.
Così il collegamento simbolo della Napoli che corre verso il futuro resta fermo ai box, sospeso tra una ventola introvabile e le autorizzazioni ministeriali. In pratica, l’aeroporto è più vicino sulla carta che nella realtà.
Arrivano i nuovi tram mentre le auto restano imbottigliate
Nel frattempo il Comune prova a mostrare che qualcosa si muove davvero. È partito verso Napoli il settimo dei venti nuovi tram acquistati dall’amministrazione all’azienda turca Bozankaya.
I nuovi convogli, lunghi trenta metri e capaci di ospitare 274 passeggeri, saranno utilizzati sulla futura linea del mare tra San Giovanni a Teduccio, Poggioreale e piazza Vittoria, con estensione prevista fino a piazza Sannazaro.
Peccato che, insieme ai mezzi moderni, siano arrivati anche i consueti effetti collaterali: deviazioni, restringimenti e traffico paralizzato.
Via Marina diventa un imbuto a cielo aperto
Il prezzo dei lavori lo stanno pagando soprattutto gli automobilisti. In Riviera di Chiaia è stata chiusa la corsia promiscua tra piazza San Pasquale e piazza Vittoria. In via Marina, invece, fino al 19 giugno stop alla corsia preferenziale tra via Colombo e corso Garibaldi.
Risultato: autobus, taxi, mezzi di soccorso e vetture private si ritrovano tutti insieme nello stesso serpentone d’asfalto. E quando via Marina rallenta, come da tradizione, si blocca anche corso Umberto.
Cantieri notturni infine in via Stadera, dove la carreggiata verso Napoli viene chiusa a tratti dalle 22 alle 7 nei giorni feriali.
Napoli aspetta la stazione promessa per Pasqua
Domenica saranno trascorsi cinquanta giorni dalla Pasqua indicata come data possibile per l’inaugurazione. Nel frattempo la stazione Tribunale resta chiusa, la navetta aeroportuale non parte e il ventilatore più famoso della città continua a dettare il calendario dei trasporti napoletani.

















