Quali sono i criteri che stabiliscono se un progetto che investe i campi della cultura, dell’etica, dell’educazione e della spiritualità sia valido o meno? I principi essenziali che ne costituiscono la base, è la risposta di Natale Musella, presidente dell’Istituto di formazione filosofica «Aletheia» e ideatore del «Metodo Prodromos». «Il Prodromos presenta un impianto teorico fondato – ha spiegato Natale Musella, uno dei primi allievi occidentali del maestro di Dzogchen e professore dell’Orientale Chögyal Namkhai Norbu – sull’integrazione e sulla comprensione della filosofia, della teologia, della psicologia e della pedagogia. Ma a questo abbina una fondamentale e innovativa struttura pratica, caratterizzata dallo studio dell’Ati-yoga derivante dallo Dzogchen, la tradizione metodologica orientale la cui segretezza è proporzionale alla sua elevatezza, e dalla sua applicazione terapeutica».

Sono diversi gli aspetti del corso formativo illustrati nel corso di un workshop gratuito svoltosi presso la biblioteca comunale di Macerata Campania, a partire dal nome mutuato da un termine greco (Prodromos, colui che va avanti), un appellativo dato nel Vangelo a Giovanni Battista. Il punto di partenza del Progetto Prodromos è la Persona umana, considerata parte attivamente interagente con un ambiente formato da una rete di contatti e schemi sociali. Stretti nella morsa di una società avvolgente si impara a vivere e a con-vivere in uno stato di stress sempre più profondo, scambiando le apparizioni dei disturbi neurovegetativi, per un fatto normale. Negli ultimi anni gli ambienti scientifici hanno raggiunto la certezza che l’apparizione della maggior parte delle storture psicofisiche dell’individuo derivi proprio da questa condizione di stress psicoesistenziale.

«Il Progetto Prodromos ha come obiettivo l’autoperfezione della Persona umana. Ciò è possibile attraverso la comprensione delle cause che provocano le malattie psicosomatiche», ha illustrato Musella ad una attenta platea. Oltre alla formazione dei «Prodromos», l’istituto di formazione filosofica «Aletheia» si occuperà anche della tenuta dell’Albo dei Prodromos, a cui accederanno le persone formate con il Metodo.   Un aspetto che ha destato particolare interesse nella platea è stata la spiegazione del concetto del Karma da parte del presidente dell’ISFF «Aletheia», già autore del volume Il karma alla luce dell’Occidente. Il karma è definito un «Processo educativo naturale delle attività umane, nelle sue dimensioni di ‘Pensiero, Azione, Soddisfazione’; oppure: ‘Agere Facere, Esperire’. Esso si svolge nella completezza del circolo educativo: sia antropologico sia ontologico. La potenza dell’Atto diventa azione e produce un’esperienza. Quest’ultima infonde di conoscenza il nuovo pensiero che ripropone di nuovo un’azione.  Il tutto si svolge certamente con le azioni della vita quotidiana, con il proposito e la responsabilità umana che gli è stata totalmente affidata, connesso in armonia alla natura e alla creazione del Dio Padre che fosse orientale o occidentale».