Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si annoda la bandana arancione (Stylo24)
Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si annoda la bandana arancione (Stylo24)

di Giancarlo Tommasone

Tutto cominciò con un tentennamento, con un “forse… sì, ma al momento non è nell’ordine delle cose… mi lusinga, ma ora sono un europarlamentare… è solo un’ipotesi, niente di concreto… poi deciderò”, mentre, alla fine una decisione già la aveva presa. E da tempo.
E’ la tecnica di avvicinamento alle candidature utilizzata da Luigi de Magistris, sindaco di Napoli.
Nel 2010 era europarlamentare di IdV. Alla fine dello stesso anno (il 20 dicembre), sulla sua possibile corsa alle amministrative partenopee, dichiara: “Il cuore mi spingerebbe in quella direzione, la testa un po’ meno… Natale porta consiglio, dopo le feste decido”. La corte all’ex pm (stando alle sue dichiarazioni) era cominciata molti presi prima, perché già a luglio del 2010 affermò di aver ricevuto parecchie sollecitazioni, e di essere stato spinto e incoraggiato da molti per partecipare alle elezioni che si sarebbero tenute da lì a un anno. Andò a finire che dopo un anno e mezzo di consiliatura all’Europarlamento decise di candidarsi a sindaco, partecipò e vinse.

Il sindaco Luigi de Magistris
Il sindaco Luigi de Magistris

Il metodo da salvatore della patria – utilizzato tra il 2010 e il 2011 – che entra in campo solo se costretto dal pericolo che incombe sull’ente che ha in programma di andare ad amministrare, è stato rispolverato anche nelle scorse ore. Questa volta cambia l’obiettivo, non è più il Comune, ma la Regione Campania. ”Molti mi stanno spingendo a candidarmi alla presidenza della Regione Campania, – ha detto de Magistris (secondo il solito copione) – ma io voglio continuare a fare il sindaco. Ma se De Luca continua così allora mi costringe a sconfiggerlo democraticamente e politicamente come noi sappiamo fare”.

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca

Quindi il sindaco che ‘scassò’ tutto, questa volta è pronto a ‘stracciare’ il suo avversario politico, magari proprio nell’agone delle Regionali. E’ vero, il primo cittadino è stato attaccato dal governatore, che ignaro del fatto che le sue parole venissero registrate, durante una riunione a porte chiuse, ha detto: “A Napoli abbiamo il più grande disastro amministrativo d’Italia, abbiamo un sindaco che si presenta dicendo ‘dobbiamo derenzizzare la città di Napoli’, non c’è più agibilità democratica, e il Pd zitto”.

La sede della Regione Campania a Santa Lucia
La sede della Regione Campania a Santa Lucia

Tanto è bastato a de Magistris per ricominciare ad utilizzare il metodo a lui così caro. Al momento, come pure fu nel 2010, il sindaco usa i se e i forse. Anche perché se dicesse adesso, a più di due anni dalle prossime elezioni regionali, che è deciso a scendere in campo per la guida di Palazzo Santa Lucia, andrebbe incontro a una serie di fibrillazioni in maggioranza non facilmente gestibili in un arco temporale così ampio. Una domanda: potrebbero le parole di De Luca e la necessità da parte del nostro di sconfiggere democraticamente l’avversario, non rappresentare altro che la classica scusa (quanto mai opportuna) per cominciare a giustificare una decisione già presa? Aspettiamo, capiamo.