La risposta delle forze dell’ordine.

“Io sono in prima fila, sempre schierata a sostegno della tutela della sicurezza. La risposta più forte è arrivata dalle forze dell’ordine in questi giorni. Io credo che quando le forze dell’ordine sono chiamate ad avere un ruolo sociale vuol dire che si sta ricucendo il tessuto rieducativo. Non avrei mai pensato ai metal detector per la sicurezza anche perché sembra di essere in uno stato di polizia ma, forse, se si tratta di una fase transitoria può anche andare bene. I ragazzi devono capire che c’è una attenzione particolare anche nei loro confronti”. Così, a Radio CRC Maria Luisa Iavarone, madre di Arturo Puoti, il ragazzo accoltellato alla gola a Napoli da un “branco” di giovani.