I tre napoletani scomparsi in Messico

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“Mi rivolgo al ministro Salvini: lei ha detto prima gli italiani, che ora il nostro Paese si fa rispettare. Parole che pero’ non valgono per noi. Mai una parola su quanto ci sta capitando. Anche Raffaele, Antonio e Vincenzo sono italiani. La prego faccia qualcosa per noi”. Cosi’ Fortuna Russo, sorella di Raffaele Russo, dal 31 gennaio scorso scomparso in Messico insieme con il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, si e’ rivolta al ministro dell’Interno dopo un incontro nella Procura di Napoli, con i magistrati che stanno indagando sulla sparizione dei tre napoletani. “La Procura ci ha fatto sapere – ha aggiunto – che il Messico non fornisce informazioni. Dia una mano anche a noi, punti i piedi a terra anche per i nostri parenti”.

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“Sono venuto piu’ volte in Procura per avere notizie dei miei famigliari. Dopo otto mesi torno e non ci hanno fatto neppure entrare. Noi non siamo i colpevoli ma la parte lesa. Anche questa volta non ci sono notizie”. E’ sconfortato Francesco Russo, figlio, fratello e cugino dei tre napoletani scomparsi in Messico. Francesco ha parlato con i giornalisti dopo l’incontro in Procura a Napoli tra l’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie Russo e Cimmino, e i magistrati titolari delle indagini sulla sparizione dei tre napoletani. Approfittando della presenza di una tv messicana che sta seguendo il caso, ha rivolto un messaggio in spagnolo alle autorita’ messicane esortandole a recuperare e dare informazioni sulla scomparsa dei suoi congiunti. “Nessun passo in avanti sulle indagini. Siamo ancora a zero – ha sottolineato – anche se in Messico sono gia’ state arrestate persone ritenute coinvolte. Noi ormai sopravviviamo, dal 31 gennaio scorso. Quello che e’ piu’ triste e’ che non solo dal Messico ma anche dall’Italia non ci danno notizie. I due magistrati non mi lasciano neppure entrare per spiegarmi cosa sta succedendo”.

Le famiglie degli scomparsi chiedono l’aiuto della politica italiana

“Ci sono stati arresti eccellenti, in particolare di El quince, il capo cartello di Tecalitlan, sono stati presi i poliziotti che hanno venduto i nostri connazionali, trovate le loro auto, ma non abbiamo ancora risposte concrete sulla loro sorte”. Lo ha detto l’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie dei tre napoletani scomparsi in Messico, dopo un incontro con i magistrati nella Procura di Napoli. “Abbiamo chiesto se e’ in atto una rogatoria internazionale, – ha detto ancora Falleti – la Procura mantiene il riserbo, ma posso confermare da fonti diverse dalla procura che la rogatoria internazionale e’ stata chiesta, e’ stata notificata in Messico e la responsabilita’ e’ del Messico che resta silente e non collabora”. “Oltre alle attivita’ della procura di Napoli – ha aggiunto Falleti – sulla quale contiamo, e’ importante che la manovra sia soprattutto politica del ministeri dell’Interno e degli Esteri perche’ dopo otto mesi e’ impossibile che non si riesca ad arrivare a capo di una vicenda della quale abbiamo nomi, cognomi, arresti importanti e responsabilita’. Domani andremo nuovamente a Roma a chiedere il conto agli organi politici incaricati di questa vicenda” ha concluso l’avvocato delle famiglie Russo e Cimmino.

Il silenzio dal Messico

Una rogatoria internazionale è stata presentata dalla Procura di Napoli per chiedere di interrogare in video conferenza le cinque persone arrestate in Messico ritenute coinvolte nella scomparsa dei tre italiani di cui non si hanno più notizie dallo scorso 31 gennaio. Lo ha detto l’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie dei tre napoletani scomparsi in Messico, dopo un incontro con i magistrati Ida Teresi e Alessandra Converso, che stanno indagando sulla sparizione di Raffaele e Antonio Russo e di Vincenzo Cimmino.

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