TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

“Apriremo una procedura disciplinare. Obiezione di coscienza non significa infischiarsene della salute delle pazienti. L’obbligo di assistenza non può essere deontologicamente ignorato”. Lo ricorda il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti, intervistato sul caso del ginecologo obiettore di coscienza licenziato dall’Asl Na 2 per essersi rifiutato di assistere una donna in gravidanza, giunta in pronto soccorso di Giugliano (comune alle porte di Napoli), in condizioni critiche per un aborto spontaneo. “La procedura sarà avviata – continua Scotti – per appurare i fatti e sentire la posizione del medico. Chiederemo all’azienda di inviarci valutazione che ha portato a licenziamento. Qualora si confermasse la mancata assistenza, ci saranno anche le sanzioni previste”.

ad

 

Scotti ribadisce l’importanza della questione deontologica in questi casi e rivendica il ruolo dell’Ordine dei medici “a tutela dei cittadini”. Un ruolo, però, denuncia, “spesso ignorato. In questo caso, ad esempio, preoccupa che nessuno abbia inviato una segnalazione all’Ordine. Né i medici venuti a conoscenza del fatto, né l’azienda stessa. Se da un lato, correttamente si attivano procedure disciplinari contrattuali, si sottovaluta la segnalazione all’Ordine professionale che pure rappresenta una maggiore garanzia di controllo deontologico dei professionisti e di tutela della salute dei cittadini”.

Tra l’altro informare l’Ordine avrebbe anche vantaggi pratici, secondo Scotti. “Avere il polso della conoscenza e della coscienza del livello di formazione deontologica dei medici – conclude – ci permetterebbe di valutare, ad esempio, corsi di formazione ad hoc, specifici sull’obiezione o su temi simili”.

 

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT