Gennaro 'Mckay' Marino e Paolo Di Lauro

Le origini della scissione

di Giancarlo Tommasone    

Come si è originato l’allontanamento dal clan Di Lauro, da parte dell’ala separatista? Le fasi «elementari» della scissione, che poi portarono alla prima faida di Scampia, sono state ricostruite dagli inquirenti, attraverso le indagini, ma soprattutto grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

ad

Molti pentiti convergono nel ritenere fondamentale il ruolo che avrebbe avuto nella manovra, Gennaro Marino (attualmente recluso al 41 bis), detto Genny Mckay. L’alias Mckay o Mekkey, che individua tutti i componenti del nucleo delle Case Celesti, viene dalla storpiatura di Macahan, il nome della famiglia della serie tv «Alla conquista del West».

Perché i Marino
si fanno
chiamare Mckay

Il capostipite Crescenzo, assassinato il 2 gennaio del 2005, padre di Gennaro e del defunto ras Gaetano (che sposò Tina Rispoli, attuale moglie del cantante Tony Colombo), somigliava molto a Zeb Macahan, protagonista del telefilm made in Usa. Da qui, il patronimico del gruppo Marino. Ma tornando agli eventi che portarono alla faida, altro fautore principale della scissione, è considerato Arcangelo Abete.

Il boss degli scissionisti Arcangelo Abete

Il pentito Antonio Prestieri, nel corso dell’interrogatorio del 16 maggio 2008, fa mettere a verbale: «Dopo l’omicidio Mele, Gennaro Marino fu visto male un po’ da tutti, ma quelli che già stavano pensando di dare corso alla scissione come Arcangelo Abete, i fratelli Pagano, i fratelli Amato, i quali mi sembra già erano in Spagna, sorvolarono perché il “Mekkei” serviva a Secondigliano per operare la scissione dai Di Lauro». Prestieri racconta agli inquirenti anche di una riunione che si tenne all’interno di una villa nella disponibilità di Gennaro Marino, in cui si discusse dell’eliminazione di Paolo Di Lauro.

Le dichiarazioni
del collaboratore
di giustizia Antonio Prestieri

«Può riferire se e quanto tempo prima il duplice omicidio Montanino-Salierno (considerato il delitto che dà la stura alla faida, ndr) ebbero inizio le frizioni all’interno del clan Di Lauro?», chiede il  magistrato. E Prestieri risponde: «Nel 2003, nel mese di maggio o giugno, Genni Marino detto ’o Mekkey, prelevò mio cugino Antonio Prestieri, detto ’o nano, e se lo portò dietro alle cosiddette Case Celesti, quartiere Secondigliano, sulle Quattro Vie, in una villetta di sua proprietà. Nella villetta già vi erano Arcangelo Abete, detto Angioletto, Massimiliano Mele, detto Pappagnella, ed altre persone che non ricordo. Dissero a mio cugino che volevano uccidere Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo ’o milionario. Mio cugino rispose che lui non poteva decidere una cosa di questo genere avendo uno zio che comandava e che ne doveva parlare con lui, (lo zio) che si chiama Tommaso Prestieri». Da evidenziare come Gennaro Marino fosse una figura di peso nel «sistema» di Secondigliano e Scampia, tanto da ipotizzare l’eliminazione del boss.

Gaetano Marino e Tina Rispoli, immortalati dalle telecamere della Rai

D’altronde, quella dei Mckay era considerata tra le famiglie più temibili dell’area Nord, con attività esercitata soprattutto nel comparto degli stupefacenti. Il fratello di Genny, Gaetano, alias moncherino (perché aveva perso entrambe le mani, a causa forse, hanno provato a ricostruire le inchieste, dell’esplosione di una bomba carta) fu arrestato nel 2004.

L’arresto di Gaetano Marino nel 2004

Lo trovarono insieme a un maggiordomo, in un albergo di Nerano. Davanti al mare, come quando fu ucciso. Era il 23 agosto del 2012. I killer lo colpirono mente era in vacanza a Terracina. Gaetano Marino è il primo marito di Tina Rispoli, che poi è convolata a nozze con il cantante neomelodico Tony Colombo.

Un frame del video di Tony Colombo ‘Ti amo amore mio’

I due sono i protagonisti di quelle che sono state ribattezzate le nozze trash (hanno festeggiato il matrimonio alla Sonrisa di Sant’Antonio Abate, castello del defunto «boss delle cerimonie», don Antonio Polese). Il fatidico sì, la coppia lo ha proferito il 28 marzo scorso, tre giorni prima si era registrato il controverso flash mob in Piazza del Plebiscito. Evento che ha portato il cantante neomelodico di origine siciliana ad essere iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio.
(I – Continua)