Da sinistra, Salvatore Lo Russo, Pasquale Puca, Elio Amato

Il racconto del collaboratore di giustizia sulla puntata al Casinò di Sanremo. Il gesto di sfida del boss Elio Amato

di Giancarlo Tommasone

Il collaboratore di giustizia Claudio Lamino racconta che vide per la prima volta il boss Elio Amato (fratello di Raffaele, e cognato di Cesare Pagano, vertici indiscussi degli Scissionisti), nell’inverno del 2008. Un successivo incontro ci fu nell’estate di quello stesso anno, quando Lamino (allora elemento di spicco della cosca di Sant’Antimo), il capoclan Pasquale Puca e altri sodali, si ritrovarono in Sardegna, nello stesso villaggio in cui trascorreva le «ferie» proprio il ras di Secondigliano.

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«Lo avevamo visto a febbraio del 2008 al casinò di Sanremo, dove ci eravamo recati a giocare dopo aver assistito con le nostre mogli, al Festival (quello della Canzone italiana, ndr)», fa mettere a verbale il pentito, il 6 giugno del 2017. Al casinò si verifica un episodio che resterà impresso nella memoria del collaboratore di giustizia, di Puca, e delle loro rispettive consorti.

«A un tavolo da gioco a cui era seduto anche Salvatore Lo Russo – spiega Lamino -, Elio Amato chiese di poter giocare una somma di 40mila euro ed il croupier gli disse che per partecipare al gioco avrebbe dovuto esibire le fiches. Elio chiese a Lo Russo di garantire per lui, ma questi fu un po’ titubante e allora Elio Amato chiamò dei suoi amici, che tirarono fuori da due borse tantissimi soldi che (Amato) lanciò sul tavolo da gioco».

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«Ritornando all’incontro avvenuto in Sardegna – rendiconta ancora Lamino –, notammo la presenza di Elio Amato, riconoscendolo proprio per l’evento avvenuto al casinò; le nostre mogli si girarono di scatto e la cosa fu notata da Elio Amato. Inoltre al villaggio in cui risiedevamo, notammo la presenza di alcuni uomini di Amato, poi quando Luigi Di Spirito (affiliato di rango al clan di Sant’Antimo, ndr) presentò Amato a Pasquale Puca, fu chiarita la situazione».

Due bottiglie di champagne a sera
per omaggiare il boss Pasquale Puca

Ma c’è ancora una nota di «colore» nel racconto di Lamino: «Amato ci mise pure in imbarazzo, perché ogni sera mandava al nostro tavolo due bottiglie di champagne per omaggio nei confronti di Pasquale Puca».