Decapitati i clan Puca, Verde e Ranucci: eseguito anche un sequestro di beni per un valore di 80 milioni di euro

di Luigi Nicolosi

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I carabinieri del Ros stanno eseguendo dall’alba di oggi una misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura distrettuale, a carico di 59 indagati accusati di numerosi reati, tra i quali associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti. L’operazione colpisce i clan Puca, Verde e Ranucci operanti a Sant’antimo e comuni limitrofi, svelando – secondo gli investigatori – una fitta rete di “cointeressenze” sia in ambito politico sia imprenditoriale.

È in fase di notifica anche un sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro. I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso dell’incontro con i giornalisti che si terrà alle 11 in Procura, al quale parteciperanno il procuratore capo, Giovanni Melillo, e il comandante del Ros, generale di divisione Pasquale Angelosanto. Coinvolti nell’inchiesta anche tre dei fratelli Cesaro: il gip Mirando ha infatti disposto gli arresti domiciliari per Aniello e Raffaele, mentre per Antimo è scattato l’arresto in carcere. Il senatore Luigi risulta invece soltanto indagato. L’accusa per loro è quella di concorso esterno.

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