“Non so se questa e’ la scelta piu’ rivoluzionaria della mia carriera. Volevo tornare in Italia e la Juventus mi ha offerto questa possibilita’, il coronamento di una carriera lunghissima e difficilissima”. Cosi’ il nuovo allenatore della Juventus, Maurizio Sarri, che stamattina e’ stato presentato all’Allianz Stadium. “Penso di aver sempre rispettato tutti, mai vista una societa’ cosi’ determinata nel prendere un allenatore”.

L’ex tecnico del Napoli, ha anche parlato dell’obiettivo che piu’ di tutti gli viene richiesto. “La Champions è un sogno da perseguire con determinazione feroce, con la convinzione che è obiettivo con un coefficiente di difficoltà mostruoso”.

 

“Da bambino ero tifoso del Napoli e lì ho dato tutto, dal punto di vista professionale e morale”. Maurizio Sarri non rinnega il suo passato partenopeo. “Nell’ultimo mese – dice nel suo primo giorno da allenatore della Juventus – ho avuto dubbi, che la società mi ha tolto presentando Ancelotti. Non è stata colpa della società, ma mia, perché il dubbio tra continuare o andare via era forte. Ho preferito andare all’estero, per non passare subito a un’altra italiana. Penso di avere rispettato tutti”. 

“Quando usciro’ dal San Paolo sapro’ che se mi applaudono sara’ una manifestazione d’amore, se mi fischiano e’ una manifestazione d’amore. Usciro’ volendogli bene come prima in un caso e nell’altro”.

“Non posso cambiare il mio punto di vista sui cori razzisti solo perché ho cambiato società. L’Italia dovrebbe smetterla”. Sarri torna su una delle battaglie condotte quando era alla guida del Napoli, quella contro i cori razzisti o di discriminazione territoriale. “Sono una manifestazione di inferiorità netta rispetto a quello che si respira negli stadi europei – aggiunge -. Il Napoli è una delle squadre che subisce questo tipo di atteggiamenti e la mia idea è la stessa. E ora di finirla di restare 30-40 anni indietro rispetto all’Europa”.

“Non ho sentito il presidente, ma Aurelio lo ringrazierò sempre perché mi ha dato la possibilità di allenare la squadra che allenavo da bambino”. Il tecnico parla così del suo rapporto con il patron del Napoli. “Poi nel percorso possono esserci divergenze, ma fa parte del carattere di due personalità forti”, aggiunge rivelando anche di avere ricevuto diversi messaggi da suoi ex giocatori. “Ma non dirò mai i loro nomi, neanche sotto tortura”.

“Il dito medio di due anni fa? Non era rivolto ai tifosi della Juventus ma a una ventina di stupidi. Ho fatto un gesto censurabile nei confronti di 15 o 20 stupidi che mi hanno sputato e mi hanno detto ‘terrore di merda’, non li considero i tifosi della Juventus. Fu un eccesso di reazione”. Sarri ricorda così l’episodi vissuto da allenatore partenopeo, in occasione di un Juventus-Napoli, che tanto aveva fatto discutere.