Maurizio de giovanni

Domani mattina alle 9.30 davanti al giudice Francesco Abete del Tribunale delle Imprese di Napoli, si svolgerà la prima udienza per violazione del copyright nei confronti dello scrittore Maurizio de Giovanni e della casa editrice Rizzoli Libri. L’apertura del procedimento è stata invocata da Pietro Valente, proprietario della casa editrice Cento Autori di Villaricca (rappresentata dagli avvocati civilisti Guido Giardino e Ornella Tarantino). Al centro della querelle i diritti relativi a quattro racconti. E’ stato lo stesso Valente a descrivere i termini della vicenda nel corso di una conferenza stampa tenutasi a dicembre e durante la quale è stata annunciata l’avvio di un’azione legale per il presunto danno subìto. «Maurizio de Giovanni ha ceduto i diritti inerenti 4 racconti, acquistati e pubblicati dalla casa editrice Cento Autori, anche ad altri. In pratica, uno stesso testo è stato utilizzato per confezionare due libri posti in vendita da Cento Autori sin dal 2009 e da Rizzoli a partire dal 2015». Secondo quanto si è appreso, la questione nasce con la pubblicazione, da parte della Rizzoli del volume «Il resto della settimana», all’interno del quale ben 119 delle 293 pagine di testo sono riprese di sana pianta dai racconti «Juve-Napoli 1-3. La presa di Torino», «Ti racconto il dieci maggio»«Miracolo a Torino, Juve-Napoli 2-3» «La lunga storia del gol più bello del mondo» che la Cento Autori aveva inserito nel volume «Storie Azzurre».

Il volume incriminato, "Il resto della settimana"
Il volume incriminato, “Il resto della settimana”

Testi i cui diritti erano stati ceduti – attraverso un regolare contratto – da Maurizio de Giovanni alla casa editrice presieduta da Pietro Valente per la durata di dieci anni, a far data dal gennaio 2009. La cosa non sarebbe sfuggita nemmeno ad alcuni lettori, come riporta Iustitia.it. Questi ultimi, tramite commenti su Amazon relativi al volume «Il resto della settimana», si dicono delusi perché nel testo della Rizzoli hanno ritrovato racconti già pubblicati in precedenza con Cento Autori.
La «difesa» di de Giovanni è stata affidata anche a un post comparso su Fb il 14 dicembre scorso e sarebbe giunta alla Cento Autori una richiesta di risarcimento danni per la conferenza stampa di cui parlavamo all’inizio del pezzo, ritenuta lesiva dell’immagine dello scrittore.
Questo il post comparso sul profilo Facebook di de Giovanni:
«Dicono che io sia piuttosto generoso, rispetto almeno alla media di quelli che, con la scrittura, arrivano a una certa visibilità. Nel senso che, ogni volta che posso, do volentieri una mano a scrittori emergenti, case editrici in difficoltà o a belle iniziative sociali e di beneficenza. Lo faccio a titolo pienamente gratuito e contro il parere di chi mi sta vicino, che vorrebbe mi risparmiassi un po’ per la salute personale e per non sentirmi dire che “sto sempre in mezzo”, che “sono una specie di prezzemolo”, che sono un “tuttologo e un presenzialista”. Non credo sia generosità, ma una forma di innocuo egoismo. Preferisco avere attorno affetto e benevolenza, mi piacciono i sorrisi e preferisco l’amore al risentimento. Fino a prova contraria voglio bene alle persone, e adoro quando le persone vogliono bene a me.
A volte però i fatti danno ragione a chi mi sta vicino; e ti arrivano coltellate nella schiena proprio da quelli ai quali hai dato il maggior aiuto e il più grande sostegno, portandoli fuori dall’anonimato a costo di sentirti dire che sei un autolesionista folle.
Colpa mia, immagino. E tutto si risolve, perché ci sono avvocati bravissimi che faranno in modo che questi piccoli, inutili personaggi debbano pentirsi amaramente, molto molto amaramente, di aver dimenticato cosa sia la gratitudine.
Eppure non poso fare a meno di sentirmi sconfitto per primo. Per aver creduto nell’amicizia, nell’affetto e nella riconoscenza. Nonostante l’esperienza e l’avanzata età.
Magari faccio ancora in tempo a imparare»
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