La sede della Città metropolitana di Napoli

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA:
CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Dopo l’ok della Conferenza Stato-citta’ e’ alla firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini il decreto che disciplina la ripartizione del Fondo per la sicurezza urbana, istituito con l’art. 35-quater del decreto sicurezza: si tratta di un fondo che prevede uno stanziamento di 2 milioni per il 2018 e a 5 milioni per gli anni 2019 e 2020. L’88% delle risorse per l’anno 2018 – e una quota pari al 60% di quelle a disposizione per il 2019 e 2020 – sono destinate ai Comuni capoluogo delle citta’ metropolitane di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino e Venezia e verranno suddivise in base ai dati Istat relativi alla popolazione e aggiornati al 1 gennaio 2018. Le restanti risorse per il 2019 e 2020 sono state riservate in parte ai comuni litoranei per finanziare ‘spiagge sicure’ (le iniziative per la prevenzione e il contrasto dell’abusivismo commerciale e della vendita di prodotti contraffatti) e, per un 14%, a tutti i comuni per finanziare i progetti ‘Scuole sicure’.

Tutti i modi in cui possono essere investite le risorse

Le risorse del Fondo possono essere investite in assunzioni a tempo determinato di personale della Polizia locale; per l’acquisto e l’installazione di apparati tecnologici e di sistemi per il potenziamento delle sale operative e per la loro interconnessione; per la messa in sicurezza e riqualificazione delle aree degradate; per la realizzazione, l’adeguamento, il potenziamento o la messa a norma delle camere di sicurezza nella disponibilita’ delle Polizie locali; per la realizzazione e l’adeguamento dei sistemi di foto segnalamento; per gli interventi urgenti dei sindaci per la messa in sicurezza d’ufficio degli immobili abbandonati o sgomberati.

I parenti delle vittime innocenti di camorra attaccano il Viminale: applichi la legge

“Il ministero dell’Interno non applica come dovrebbe la legge sulle vittime innocenti della criminalita’, creando troppe ingiustizie”. Cosi’ i familiari delle vittime dei clan di camorra che ieri, in una conferenza stampa tenuta a Casal di Principe (Caserta) all’interno del bene confiscato denominato Casa Don Diana, hanno attaccato il Viminale su un argomento che solo da un anno sta, pur lentamente, salendo i gradini della cronaca, quello delle vittime innocenti mai riconosciute come tali dallo Stato. Questo a causa di una “normativa poco chiara” o “lasciata all’interpretazione di funzionari poco attenti al dato umano”, dice Gianni Zara, legale di molti dei familiari.

Augusto Di Meo e don Peppe Diana

Il “no” al riconoscimento ha precluso a molti congiunti di vittime di avere legittimi indennizzi o vitalizi; e’ una situazione che riguarda decine di persone in tutte Italia. Tra i casi piu’ noti quello di Marisa Garofalo, sorella di Lea, vittima dell’ndrangheta, che fu uccisa (il corpo fu bruciato) dopo aver testimoniato contro il marito e il cognato affiliati. In Campania c’e’ poi la vicenda di Augusto Di Meo, oggi presente a Casa Don Diana; Di Meo assistette di persona all’omicidio, datato 1994, del sacerdote don Peppe Diana, testimonio’, fece arrestare e condannare il killer Giuseppe Quadrano, ma non e’ mai stato riconosciuto come testimone di giustizia. “Sono stato ricevuto da ministri e sottosegretari, anche di recente, ma nessuno ha mai riconosciuto ufficialmente cio’ che ho fatto”, dice Di Meo, che per il suo atto di coraggio ha dovuto in passato lasciare Casal di Principe, ha avuto problemi economici e di salute, ora e’ tornato a casa e chiede “giustizia”. La moglie, malata, fa ogni giorno la pendolare a Roma dove insegna, e non e’ mai stata avvicinata a Casale.

Valerio Taglione, del Comitato don Diana, dice che “per ora, questa battaglia per affermare un principio, quello di vedersi riconosciuto uno status, la stiamo perdendo, ma da un anno molte persone stanno denunciando le loro vicende uscendo allo scoperto”.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA:
CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT