venerdì, Ottobre 7, 2022
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Mattanza al Bar Roxy, i killer tremano: «Abate mi ha parlato dell’omicidio»

Accuse scottanti del neo pentito Pietro Cristiano, uno dei capi della 167 di Arzano: «Per questo motivo in carcere è stato picchiato da Angelo Gambino»

di Luigi Nicolosi

Strage sfiorata al Bar Roxy di Arzano, dopo nove mesi le indagini sembrano finalmente a un passo dall’imboccare la giusta direzione. Ad oggi i killer che alla fine del novembre scorso hanno ucciso il rampollo Salvatore Petrillo non sono stati ancora individuati, ma il recentissimo pentimento dei boss della 167 Pietro Cristiano e Pasquale Cristiano potrebbe dare presto una scossa all’inchiesta. Stando infatti a quanto riferito dal primo, alcuni uomini del clan sarebbero a conoscenza di importanti dettagli sulla vicenda: una soffiata che uno di loro, Salvatore Abate, avrebbe però pagato a caro pezzo, venendo picchiato selvaggiamente in carcere.

Il 26 luglio scorso il neo pentito Pietro Cristiano ha rilasciato agli inquirenti della Dda una lunga deposizione. Nel corso dell’interrogatorio il collaboratore di giustizia si è soffermato sulla figura di Salvatore Abate, fornendo agli inquirenti dell’Antimafia una serie di importanti retroscena: «Salvatore Abate, detto “’o tumor”, ha una piazza di spaccio ad Arzano. Era nella mia stessa sezione dopo gli ultimi arresti, quando eravamo liberi io lo vedevo quando portava i soldi dello spaccio a Mariano Monfregolo, mi portava rispetto e gli ho chiesto dell’omicidio di mio nipote Salvatore Petrillo, lui mi ha detto che omissis».

A questo punto il verbale, trattandosi di materiale investigativo ancora in fase di approfondimento, è stato interrotto, ma in un successivo passaggio l’ex ras di Arzano fornisce un’ulteriore informazione: «Per questa cosa, di avermi raccontato dell’omicidio, è stato poi picchiato in carcere da Angelo Gambino (uno dei capi degli Amato-Pagano ad Arzano, ndr). Prima del nostro arresto so che Mariano Monfregolo lo aveva anche incaricato di fare estorsioni ai commercianti che conosceva. Era anche tossicodipendente ed è stato picchiato molte volte da altri affiliati perché non chiudeva bene i conti e sospettavano che sottraesse del denaro». Grazie alla confidenza fatta da Abate a Cristiano senior, gli inquirenti potrebbero dunque essere in possesso di una prima lista di nomi dei presunti sicari del Bar Roxy.

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