lunedì, Gennaio 24, 2022
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Mattanza al Bar Roxy, c’è il primo morto: è il cugino del boss Pasquale Cristiano

Tensione alle stelle porte di Secondigliano, Salvatore Petrillo è deceduto la scorsa notte all’ospedale di Giugliano: si teme una vendetta all’interno degli Scissionisti

di Luigi Nicolosi

Macelleria messicana al Bar Roxy di Arzano, il bilancio dell’agguato si aggrava: Salvatore Petrillo, uno dei cinque feriti nel raid, è deceduto questa notte all’ospedale di Giugliano in Campania. Troppo gravi, infatti, le lesioni riportate. In un primo momento i sanitari, stando almeno a quanto fin qui trapelato, ritenevano che il giovane potesse cavarsela, invece alla fine ecco che è maturato il drammatico epilogo. La morte di Petrillo rischia adesso di avvelenare ulteriormente il clima nella zona della 167: la vittima era infatti il cugino del ras Pasquale Cristiano, alias “Pic Stick”, referente del clan Amato nella zona di Arzano, arrestato l’estate scorsa dopo aver organizzato un corteo in Ferrari tra le vie del paese nonostante si trovasse ristretto agli arresti domiciliari.

L’inchiesta sul caso vanno intanto avanti. I sicari sarebbero partiti da Napoli e le indagini si stanno concentrando soprattutto sulle fibrillazioni interne alla galassia degli Amato-Pagano, nucleo storico degli Scissionisti dai Di Lauro che ha referenti sui territori in larga parte della provincia a nord di Napoli. Ecco i primi sviluppi delle indagini sul clamoroso agguato di via Ignazio Silone, dove sono rimasti feriti cinque uomini tra cui due idraulici estranei a contesti malavitosi.

La conseguenza del lavoro iniziale di intelligence è che non sarebbe presa in considerazione, almeno per il momento, la pista di un attacco del clan Moccia per riconquistare spazi criminali ad Arzano. Le modalità fanno piuttosto pensare a un’azione frutto avvelenato di un impulso e non a una strategia precisa. Sarebbe escluso il collegamento con la scarcerazione di Giosuè Belgiorno mentre gli investigatori stanno analizzando punti in comune con il ferimento di Raffaele Liguori del 16 settembre scorso. In ballo, si disse, c’era il controllo delle piazze di spaccio tra Arzano e il confinante quartiere Secondigliano.

Sta di fatto che il bilancio di quest’ennesima fibrillazione all’interno del clan degli Scissionisti è adesso pesantissima. Nel raid, oltre a Petrillo, appena deceduto, sono infatti rimasti altri due pregiudicati e due innocenti: il 61enne Mario Abate, Pio Vincenzo Merolla, 18 anni, anche lui ricoverato nello stesso ospedale in cui si trovava Petrillo. Sono già fuori pericolo invece Luigi Casola, 39 anni, residente fino a qualche tempo fa nel rione “167” di Arzano, ricoverato nell’ospedale di Acerra con una ferita alla gamba. Ferite non gravi ha riportato anche Roberto Lastra, 36 anni, incensurato, ricoverato all’ospedale di Frattamaggiore, e anch’egli estraneo a contesti malavitosi come Abate.

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