Luigi de Magistris con Tony Colombo. Accanto, la locandina del concerto al Palapartenope del 26 maggio 2016

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di Giancarlo Tommasone

E’ scontro a suon di comunicati e di dichiarazioni, tra Luigi de Magistris e il cantante neomelodico Tony Colombo. Argomento del contendere, oltre alle nozze dell’artista con Tina Rispoli, celebrate lo scorso 28 marzo al Maschio Angioino (e anticipate dal corteo in carrozza non autorizzato, a Corso Secondigliano), è l’ormai famosissimo flash mob in Piazza del Plebiscito (svoltosi tre giorni prima).

L’evento
si è palesato
in un concerto
con tanto
di palco
e migliaia
di spettatori

Il Comune dice che quella manifestazione non è stata autorizzata, Colombo di contro, annuncia che presto mostrerà la documentazione che attesta la ricevuta concessione dei permessi per tenere un evento a sorpresa, che tra l’altro avrebbe previsto un «momento musicale». Stylo24 ha rivolto alcune domande al cantante siciliano per provare a fare chiarezza sulla vicenda e in particolare sul caso delle autorizzazioni.

Si parla da giorni di permessi per un generico flash mob, potrebbe spiegarci quale iter ha seguito per le autorizzazioni?
«Il permesso per il flash mob è stato chiesto al Comune di Napoli e all’Ufficio Cinema comunale. Ci siamo attenuti alle regole perché l’evento per il quale abbiamo richiesto l’autorizzazione prevede una azione inaspettata, vale a dire una sorpresa. Quella che ho fatto io».

Il tutto è stato filmato, come vi siete mossi per chiedere l’utilizzo delle telecamere?
«Anche in questo caso posso fornire documentazione; ci siamo rivolti all’Ufficio Cinema, dicendo che l’evento da noi richiesto, previsto dalle 18.30 alle 23.30, sarebbe stato seguito dagli operatori video di Mediaset. Pure relativamente a detta circostanza, non mi è stato sollevato alcun problema, ci hanno detto soltanto che non bisognava utilizzare cavalletti per le telecamere. Cosa che non abbiamo fatto, rispettando tutte le regole».

E per quanto riguarda il live, poi utilizzato per il video «Ti amo amore mio» e la contestazione del Comune di occupazione abusiva di suolo pubblico?
«Nella normativa del Comune di Napoli relativamente all’occupazione di suolo pubblico, si parla chiaramente della possibilità di occupare 10 metri quadrati, per tanti siamo stati autorizzati. Noi col palco ne abbiamo occupati nove, quindi anche da questo punto di vista, abbiamo ampiamente rispettato le regole. Anche in questo caso, è tutto documentato da uno scambio di mail».

Parliamo del suo rapporto con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Una locandina inequivocabile mostra che sarebbe stato ospite a un suo concerto il 26 maggio del 2016, al Palapartenope. In quei giorni eravamo in piena campagna elettorale.
«Sì, confermo che la presenza del sindaco era prevista a quel concerto; d’altronde sarei stato un pazzo, uno sprovveduto, nel far mettere la faccia e il nome del primo cittadino su un manifesto, se non avessi chiesto ed ottenuto il permesso al diretto interessato. E non mi sembra mi sia arrivata alcuna querela né sia stata fatta alcuna smentita per questa cosa da parte del sindaco. Del resto de Magistris è un mio amico, o almeno lo era fino al giorno prima del mio matrimonio celebrato al Maschio Angioino».

In passato, avete collaborato a delle iniziative insieme?
«Certo che sì, ho collaborato con Luigi de Magistris e con il fratello Claudio in diverse occasioni».

Come ha conosciuto il sindaco?
«Attraverso delle persone, alcune delle quali non ricoprono cariche al Comune».

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