Vincenzo Castaldi, papà di Paolo, ucciso dai clan insieme all'amico Gigi Sequino

di Giancarlo Tommasone

Da anni combattono per un ideale, quello della legalità. Sanno più di ogni altro quanto sia distruttiva la camorra, quanto sia nemica di ogni forma di valore civile degno di questo nome. Perché l’efferatezza, la codardia, la malvagità, la bassezza delle organizzazioni malavitose la conoscono bene, li ha colpiti nel profondo, strappando loro un parente. Sono i familiari delle vittime innocenti della camorra.

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Coinvolti, giovedì scorso, ancora una volta,
loro malgrado, nella vicenda delle nozze trash tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss
degli Scissionisti, Gaetano Marino.

Perché sia il matrimonio che la manifestazione «100 Passi verso il 21 marzo» (quando si celebra la Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie) erano previsti al Maschio Angioino: il primo nella Sala della Loggia, la seconda nella Sala dei Baroni. Alla fine, si è deciso, in extremis, di spostare l’appuntamento anticamorra presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.

L’assessore alla Polizia municipale, Alessandra Clemente

«E’ stata una decisione presa per evitare che potessero trovarsi nello stesso castello vittime di criminalità o istituzionale e persone così diverse», ha detto Luigi de Magistris. Questa la dichiarazione del sindaco, che ha così giustificato il cambio di location per il convegno dedicato alle vittime innocenti della camorra. Non molti sono stati d’accordo con il trasferimento e hanno accettato la «giustificazione» addotta dal Comune; il cambio di location non è piaciuto certo al papà di Paolo Castaldi, il giovane ammazzato per uno scambio di persona, insieme al suo amico Gigi Sequino, a Pianura, il 10 agosto del 2000. Stylo24 in merito alla vicenda del Maschio Angioino, ha raccolto proprio le considerazioni di Vincenzo Castaldi.

«Ho criticato questa scelta anche attraverso il commento ad un post comparso sulla bacheca Facebook dell’assessore Alessandra Clemente, perché non ritengo assolutamente giusto che una manifestazione per ricordare le vittime della camorra venga spostata in tempi così stretti e per un motivo del genere. Secondo me è stato un cattivo esempio anche per i giovani delle scuole che erano presenti. Personalmente ho ascoltato uno studente lamentarsi della cosa, quando ha appreso che eravamo stati trasferiti perché al Maschio Angioino si stava celebrando il matrimonio del cantante.

L’ho sentito distintamente dire: e menomale che è una manifestazione per la legalità», afferma Castaldi.

Ma quando sono stati avvisati del cambio di location, i partecipanti alla manifestazione anticamorra? Chiediamo. «Questa è un’altra cosa che proprio non mi va giù. Hanno avvisato i familiari delle vittime il giorno prima, e quindi il 27 marzo. Da quanto so, le scuole non sono state avvertite del cambio, perché mentre eravamo al Comune ho ricevuto la telefonata della dirigente di un istituto che diceva che al Maschio Angioino non riuscivano ad entrare perché si stava celebrando un matrimonio. Hanno scoperto dal messaggio scritto a penna su un foglio, che la manifestazione «100 Passi» era stata spostata presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo e quindi sono venuti in Comune».

«Voglio spiegare – continua Castaldi – che l’evento avrebbe dovuto tenersi il 12 marzo scorso nella Sala dei Baroni, poi è saltato a causa dell’allerta meteo che ha tenuto gli studenti delle scuole a casa. Dunque, è stato spostato al 28 marzo. Credo che al Comune sapevano da tempo che lo stesso giorno si celebrava il matrimonio del cantante, perché non hanno spostato, ad esempio al 29 o al 30, la data per la manifestazione anticamorra? Io tengo molto ad Alessandra (l’assessore Clemente, ndr), posso dire di averla cresciuta, ma devo dire pure che relativamente a quanto è accaduto, lei, il sindaco e il comandante dei vigili urbani avrebbero dovuto avere maggiore attenzione». Si riferisce a quanto si è verificato al matrimonio o anche all’ormai famoso flash mob di Piazza del Plebiscito? «A entrambe le circostanze. Il Comune avrebbe dovuto intervenire in tempo, invece ha permesso che si verificasse quanto è accaduto. E’ mai possibile che nessuno sia stato mandato a monitorare questo flash mob? Nessuno si è accorto del palco, del concerto in Piazza del Plebiscito? E’ una cosa inammissibile. Non è immaginabile che al Comune si siano resi conto di quanto avvenuto solo due giorni dopo. E alla fine cosa è successo? Che è stata spostata la manifestazione in memoria delle vittime della camorra. Lo ribadisco, secondo me, è passato un brutto segnale, brutto esempio per i tanti studenti giovani presenti: la legalità è stata spostata», risponde Castaldi.

Luigi de Magistris e Tony Colombo (fonte Internet)

Si sente di dire qualcosa al sindaco e all’assessore Clemente? «I familiari delle vittime innocenti della camorra pretendono delle scuse, fino ad ora abbiamo ascoltato solo dichiarazioni relative alle multe che sarebbero state elevate a questo cantante. Stiamo aspettando le scuse del Comune, dell’assessore e del sindaco per quanto è accaduto giovedì mattina. Al momento non sono arrivate, so solo, avendolo appreso dal coordinamento di cui faccio parte, che Alessandra Clemente, ha detto che vuole incontrarci, ma lo ribadisco nessuno ci ha ancora chiesto scusa», conclude Vincenzo Castaldi.

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