Tina Rispoli e Tony Colombo, e Sandro Fucito

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di Giancarlo Tommasone

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Un’onda di indignazione da parte dei cittadini napoletani si è sollevata sulla vicenda ormai più che nota delle nozze tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino. Elemento portante del caso nazionale che si può equiparare sia per l’eco mediatica generatasi, quanto per le tinte (non certo folkloristiche, ma palesemente trash), alla vicenda del celebre funerale dei Casamonica, è il flash mob organizzato in Piazza del Plebiscito il 25 marzo.

Prequel del matrimonio celebrato
giovedì presso il Maschio Angioino

Si è parlato ampiamente di poca attenzione da parte di Palazzo San Giacomo nel concedere la piazza per un evento che poi ha avuto una catastrofica ricaduta in termini di immagine, per la città di Napoli. Sia sull’episodio del flash mob che sul corteo nuziale a Secondigliano, con saltimbanchi e giocolieri a fare da apripista alla carrozza bianca della sposa, ha acceso i riflettori anche la Procura, avviando delle indagini per fare immediatamente chiarezza su quanto avvenuto. Di chi le responsabilità? Dove e quando si è registrato il corto circuito?

Al momento si va avanti
con le dichiarazioni rese dalle
parti in causa, il Comune
e il cantante di origine siciliana

L’unica azione effettuata da Palazzo San Giacomo, e che noi di Stylo24 abbiamo definito tardiva, è quella di multare l’artista e novello sposo con una sanzione di 32mila euro, per occupazione di suolo pubblico e per violazione delle norme in materia di impatto acustico. Multe che, tra l’altro, stando a quanto ha dichiarato il cantante, non gli sarebbero state notificate. Sulla vicenda, abbiamo raccolto le considerazioni del presidente del Consiglio comunale di Napoli, Sandro Fucito.

Pure per comprendere quali azioni gli amministratori ipotizzino di mettere in campo relativamente al logo del Comune che campeggia alla fine del video di Tony Colombo, video che è stato realizzato durante la serata «abusiva» in Piazza del Plebiscito. «Io credo – afferma Fucito – che si debba partire dalla modalità con la quale è stata avanzata la richiesta da parte del cantante o del suo entourage. Ci si è infilati attraverso titoli fascinosi e dietro lo spirito ammiccante o di una televisione (le telecamere Mediaset, ndr) o di una organizzazione culturale, nelle maglie deboli dell’amministrazione e delle forze dell’ordine».

Le dichiarazioni
rese a Stylo24
dal presidente
del Consiglio comunale
di Napoli,
Sandro Fucito

«E’ surreale – continua Fucito – poter fare tutto ciò in Piazza del Plebiscito, ma è altrettanto surreale che l’ordine pubblico, e in generale, la disciplina di chi accede al Maschio Angioino siano affidati a guardie private (il servizio d’ordine reclutato dal cantante, ndr)». Per quanto riguarda invece, la necessità di controlli più approfonditi prima e dopo aver concesso i permessi? «E’ indubbio, fermo restando a come è stata presentata la richiesta, che l’amministrazione e le forze dell’ordine avrebbero dovuto avere maggiore attenzione nell’effettuare le dovute verifiche».

La questione del logo
e del patrocinio del Comune

Infine sui ringraziamenti che compaiono alla fine del video di Tony Colombo e sull’utilizzo del simbolo del Municipio partenopeo, così si è espresso il presidente del Consiglio comunale: «Se il Comune è incorso in un equivoco iniziale esprimendo un patrocinio e dando un logo, si adoperi per ritirarlo».

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