L'assessore comunale ai Giovani, Alessandra Clemente
L'assessore comunale Alessandra Clemente

Il caso della staffista licenziata

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA NOTA
DELL’AVVOCATO ROBERTA RISPOLI

Si formula la presente in nome e per conto dell’Assessore Alessandra Clemente, al fine di rappresentarVi quanto segue.

In data 30/12/2019, sulle pagine del quotidiano online “Stylo24”, è stato pubblicato l’articolo a firma di Giancarlo Tommasone recante il titolo “Staffista torna dalla maternità e trova la lettera di licenziamento” seguito dal “sommario“ che immediatamente svela un intento diffamatorio: “Capita al Comune guidato da De Magistris, sedicente paladino per la tutela dell’occupazione e delle fasce deboli, la donna lavorava nella squadra di Alessandra Clemente”. In particolare, si legge nell’articolo: “Brutta sorpresa per una ormai ex collaboratrice del Comune di Napoli, licenziata appena dopo aver concluso il periodo di maternità. Capita anche questo durante l’amministrazione arancione, che secondo lo storytelling di facciata, ampiamente diffuso dai media di Palazzo San Giacomo, dovrebbe essere la depositaria dei principi di amore, accoglienza, salvaguardia del lavoro e tutela delle fasce deboli. La ragazza che ha perso il posto, era impiegata come staffista nel pool dell’assessore Alessandra Clemente, ma stando a quanto risulta a Stylo24, appena dopo la fine del periodo di maternità il suo rapporto con Piazza Municipio è stato interrotto. Non è riuscita nemmeno a rientrare in servizio per un giorno. La causa? Un ritocco all’insù, di stipendio, che ha riguardato alcuni staffisti più fedeli alla linea, e che ha comportato l’allontanamento della neomamma (…).

Transeat la <<lotta a Palazzo>>, ma nel caso della neomamma licenziata, la questione è morale. Ci si chiede, infatti, come si possa interrompere un rapporto di lavoro (tra l’altro con una donna che ha da poco avuto un bambino), solo per dare la possibilità ad altri collaboratori più fidati, di guadagnare qualche migliaio di euro in più a fine anno. Tutto ciò, lo ribadiamo, stride fortemente con l’immagine che si ostina a dare di sé il Comune guidato da Luigi de Magistris. Ma parliamo di immagine, appunto, sinonimo di apparenza, come quella che contraddistingue i principi di chi da otto anni e mezzo governa il capoluogo partenopeo”.

Nella vicenda in questione la maternità non c’entra nulla, ma viene palesemente strumentalizzata dall’articolo fondato su una serie di assunti non veri. La “staffista” di cui si parla aveva cessato il periodo di maternità nel Novembre 2018 ed era rientrata in servizio nel mese successivo, ovvero un anno fa, dopo un periodo di ferie ed a seguire di congedo per malattia bambino.
Il rapporto è cessato nel Dicembre 2019 nell’ambito di una riorganizzazione che ha coinvolto diversi assessorati a partire dal mese di Ottobre scorso; contestualmente sono state valorizzate altre professionalità e, proprio nello staff dell’Assessore Clemente, ciò ha riguardato due neomamme le cui posizioni sono state rimodulate in melius, rispettivamente, alla vigilia ed al rientro del periodo di maternità.
La maternità non ha mai costituito un freno a proficui rapporti di collaborazione nell’assessorato di Alessandra Clemente, profondamente estranea a qualunque forma di discriminazione di genere, bensì – rappresenta la mia assistita – un motivo di profonda gioia che ha coinvolto e continua a coinvolgere i componenti del suo staff.

Pertanto, il legittimo esercizio del diritto di cronaca e critica giornalistica esercitato da Stylo24 manca di tutti i suoi presupposti fondamentali: manca, innanzitutto, dei fondamentali parametri di verità e continenza della notizia.
Il diritto di cronaca o di critica, difatti, non può esonerare il giornalista dall’esercizio di un vaglio critico sulla veridicità dei fatti o quantomeno dall’istituire un minimo di contraddittorio e garantismo giornalistico: tali attività non sono state poste né dall’articolista né da alcun altro organo della testata giornalistica che ha introdotto, presentato e proposto alla pubblica opinione un brano sui cui caratteri diffamatori e allusivi non si può dubitare, con conseguente lesione dell’onore e della reputazione della mia assistita.
Va segnalato, inoltre, che, in data 02/01/2020 l’articolo in questione è stato ripreso dal quotidiano online “ilDesk”, ciò ad ulteriore testimonianza dell’effetto diffamatorio che la pubblicazione del pezzo sopra riportato ha avuto.
In considerazione di quanto sopra esposto, Vi invito e diffido a provvedere ad una immediata rettifica dei fatti e con risalto analogo a quello riservato all’articolo giornalistico a cui la stessa si riferisce; Vi diffido altresì dal compiere ulteriori atti diffamatori nei confronti dell’Assessore Alessandra Clemente con espresso avvertimento che, in difetto, sarò costretta a tutelare i diritti e gli interessi della mia assistita dinanzi all’Autorità Giudiziaria Competente in sede civile.

Distinti saluti. Avv. Roberta Rispoli