luca materazzo

L’udienza è fissata per il prossimo 10 aprile davanti ai giudici della Corte di Assise di Napoli. Il 36enne Luca Materazzo è l’unico indagato per la morte del fratello Vittorio ed è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio. L’uomo è in carcere dopo un anno di latitanza. L’assassinio dell’imprenditore 51enne si consumò il 28 novembre 2016 in Viale Maria Cristina di Savoia: la vittima fu accoltellata mortalmente mentre rientrava a casa. Da quel giorno Luca Materzzao non ha mai parlato per discolparsi. Questa mattina, davanti al gup Sabella, ha scelto di essere processato secondo il rito ordinario. Il dibattimento si annuncia lungo e difficile. Sfileranno decine di testimoni tra i quali le sorelle dell’imputato e la moglie della vittima che si sono costituite parte civile nel procedimento.

Luca Materazzo
Luca Materazzo

Per la Procura di Napoli, il movente dell’omicidio è legato principalmente a questioni economiche. Dopo la morte del padre Lucio, il fratello Vittorio aveva bloccato la divisione dell’eredità perché sospettava che il genitore fosse stato ucciso, con sospetti su Luca che viveva con lui. Tra i due fratelli, inoltre, c’erano vecchi dissidi concretizzatisi in una denuncia, poi ritirata, di aggressione che Vittorio presentò contro Luca.
La vittima, un anno prima di morire, chiese per ben due volte in Procura, con corposi esposti, la riesumazione del cadavere del padre, cosa poi avvenuta dopo la sua morte.

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Il 36enne è stato rinviato a giudizio per omicidio

L’analisi del corpo, in avanzato stato di decomposizione, non fece emergere elementi utili per ritenere che la morte di Lucio Materazzo, ottantenne, potesse essere stata violenta e il fascicolo aperto contro ignoti per il reato di omicidio è stato archiviato. L’8 dicembre di due anni fa intanto Luca Materazzo fece perdere le sue tracce. Il 36enne era stato iscritto nel registro degli indagati, prima, e poi era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti a fine dicembre perché il Dna prelevato da indumenti insanguinati e su un coltello trovati tra i rifiuti a poche decine di metri dal luogo del delitto era compatibile con quello di Luca e Vittorio. Proprio sugli esami del dna si focalizzerà il processo. La difesa ha sostenuto sin dall’inizio che quelle tracce non solo sono deteriorate ma soprattutto non hanno la stessa ‘intensità’ nei diversi oggetti repertati. Luca Materazzo è stato arrestato il 3 gennaio scorso. Si trovava a Siviglia dove si era rifugiato negli ultimi mesi lavorando come cameriere in un ristorante.