domenica, Novembre 28, 2021
Home Entertainment Dallo studio legale a MasterChef, andata e ritorno di Fabio Scotto Di...

Dallo studio legale a MasterChef, andata e ritorno di Fabio Scotto Di Vetta: «Ora voglio aiutare i giovani»

- Advertisement -

L’intervista.

La sua eliminazione è stata, senza dubbio, tra quelle più rumorose. La sua assenza nella cucina di MasterChef 9 continua ancora oggi a farsi sentire. Fabio Scotto Di Vetta, avvocato civilista napoletano, è uscito a testa altissima dal cooking show in onda su Sky Uno, per tornare a indossare quei panni che lui stesso continua a dire di sentire suoi. Così come è sempre stato. Anche se quel grembiule torna a indossarlo per sua moglie Arianna, autentica musa della sua vita e anche di questa esperienza, le sue splendide figlie e gli amici di sempre. Con una voglia in più, però. Ovvero quella di aiutare chi ha tutto per poter fare della cucina un lavoro, tranne la possibilità di partecipare ai costosi corsi che rendono questo mondo fin troppo selettivo. Come ha raccontato lui stesso a Stylo24.

Fabio, prima di tutto, com’è nata l’idea di partecipare al programma?

«L’idea è nata dall’impulso che mi hanno dato alcuni amici già qualche anno fa. Convinti che sarei potuto entrare in quella cucina a pieno diritto. Pensa che nelle ultime edizioni mi immedesimavo a tal punto come concorrente, da finire col gareggiare dal divano di casa. Fino a una mattina di febbraio in cui mia moglie mi ha chiamato, ha acceso il computer e aiutato a compilare la domanda di partecipazione».

Qual è il tuo ricordo più bello e quello più brutto di questa esperienza?

«Sicuramente quello più brutto è stata l’eliminazione, che definirei, inaspettata e che mi ha lasciato molto deluso. La mia sensazione è che sia stata prematura, perché avrei avuto ancora molto da dare. E questo mi viene dimostrato dall’affetto delle persone che ancora oggi mi seguono sui social network. Di ricordi belli ne ho tanti, perché è stata davvero una esperienza fantastica. Volendo andare per gradi, direi che il primo è sicuramente quello del live cooking, in cui l’emozione è fortissima, il cuore ti batte a mille, sei davanti a tre chef di rango internazionale, che sono lì per giudicare un tuo piatto. Poi il momento in cui lo hanno giudicato in maniera positiva. La gioia che ho provato è stata immensa. Ricordo di aver guardato mia moglie per prima cosa, perché volevo dividerla con lei, senza la quale quest’avventura forse non ci sarebbe stata. Un altro momento molto bello è stato quando ho vinto la prova dell’Invention Test, con la replica del piatto di chef Martini. Mi porterò dentro a lungo il fatto di essere stato il più bravo dopo sole due puntate. E anche essere stato il capitano di brigata, al di là di come sia andata, è stato un momento eccezionale di questa avventura».

Con quale degli altri concorrenti ritieni di aver instaurato il rapporto migliore?

«Su tutti penso a Vincenzo. Una persona con cui è impossibile non andare d’accordo. Poi ci sono Davide, Antonio, Luciano. Ma credo che porterò tutti nel mio cuore per sempre, perché hanno fatto parte di una esperienza per me unica e irripetibile».

Invece quale dei tre chef, tra Barbieri, Locatelli e Cannavacciuolo ritieni ti abbia dato di più?

«Senza dubbio chef Locatelli. Rispondo senza pensarci. Mi ha coccolato come se fossi un figlio, ma, soprattutto, mi ha aiutato a crescere, che ritengo sia la cosa più importante all’interno di un programma come MasterChef. Ha sempre cercato di far uscire il meglio di me».

C’è qualcosa che non rifaresti?

«L’unica cosa che non rifarei non è un piatto, ma il mio atteggiamento. Mi spiego meglio, sono stato molto timido e questo non è da me, chi mi conosce lo sa. Ma ammetto di aver sofferto un po’ le telecamere, facendo vincere la tensione. Quello che farei in maniera diversa è divertirmi di più. Ho subito troppo la pressione della prova e questo non ha fatto uscire il vero Fabio».

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Se immagino il mio futuro, lo vedo così com’è. Senza dubbio, continuo a vedermi avvocato. Ho partecipato a MasterChef non per cambiare la mia vita, che era perfetta anche prima del programma. Sono contento perché ho dimostrato a me stesso che potevo entrare tra i 20 migliori chef amatoriali d’Italia. Poi essere andato avanti, aver avuto quei complimenti, mi ha reso vincitore due volte. Oggi sono il solito padre di famiglia, il solito avvocato civilista, con uno studio costruito con sacrifici con sua moglie e che ha avuto una bellissima esperienza di vita che non rinnegherà mai. In ogni caso, se dovessi investire nella cucina quello che ho appreso durante questa esperienza, mi piacerebbe fare qualcosa per i giovani. Oggi partecipare a un corso costa cifre eccessive, che spesso allontanano da questo mondo chi, invece, ha tutte le qualità per poterci stare. Ecco, un progetto potrebbe essere quello di iniziare a fare dei corsi accessibili finalmente a tutti».

Riproduzione Riservata
- Advertisement -

Leggi anche...

- Advertisement -
Riproduzione Riservata