sabato, Maggio 21, 2022
HomeIntrattenimentoMasterChef 9, tutto quello che non torna dietro l'eliminazione di Fabio

MasterChef 9, tutto quello che non torna dietro l’eliminazione di Fabio

Sui social infiamma la polemica degli utenti del canale a pagamento.

E’ trascorsa una settimana esatta dall’eliminazione di Fabio Scotto di Vetta avvenuta a MasterChef 9 contro Maria Teresa Ceglia. Un’uscita di scena, quella dell’avvocato napoletano, che continua a fare molto rumore. E di certo non per nulla. Anche perché, al di là del tifo da parte di tutti gli altri concorrenti del cooking show di Sky in suo favore, più di un dubbio viene sollevato ripensando alla decisione degli chef Barbieri, Locatelli e, soprattutto, Cannavacciuolo. Stylo24 vuole provare a metterli insieme, ricostruendo i fatti.

E lo facciamo partendo dalla fine, ovvero dall’affermazione, pronunciata poco prima di comunicare la decisione definitiva, per cui entrambi i concorrenti avrebbero messo in fila una serie di errori e a superare la prova sarebbe stato chi dei due ne ha commessi di meno. Ed è proprio qui che arriva la prima domanda: quali sono i presunti errori di Fabio nel cucinare il piatto di linguine al pesto? Perché se quelli di Maria Teresa sono evidenti, quelli del concorrente napoletano lo sono molto meno. A corredo di questo articolo, invitiamo i nostri lettori a visualizzare le immagini del pressure test, attraverso le quali sarà impossibile non ascoltare i commenti degli chef durante la doppia preparazione, fondamentali, soprattutto quelli di Locatelli e Barbieri, per comprendere chi meritasse davvero di proseguire la gara.

GUARDA IL VIDEO / Il duello finale del Pressure Test tra Maria Teresa e Fabio

Analizziamoli come se fossimo alla moviola il giorno dopo una partita di calcio.

Il primo, fondamentale, momento, arriva al minuto 1.02, quando è Barbieri a sottolineare come il pesto non debba essere pestato in quel modo, ovvero quasi martellandolo al centro. Ed è proprio, come si vede al minuto 1.32, ciò che fa Maria Teresa. Di contro, invece, non c’è un solo frame che mostri Fabio compiere lo stesso movimento. Anzi, sono palesi i suoi sui bordi, compiendo una sorta di cerchio. Quella che gli stessi chef sottolineano essere la procedura giusta.

Al minuto 1.43, Fabio sta tostando i pinoli, che andrà a mettere alla fine del piatto. Mentre Maria Teresa li posizionerà completamente crudi alla fine. Un’eresia per qualunque genovese. Al minuto 2.14 arriva la mossa che tutti pensano essere la fine per l’avventura a MasterChef della concorrente, che mette gli spaghetti sul fuoco acceso, come si vede chiaramente dalla presenza del numero 9 sulla piastra. Procedimento che le fa stecchire la pasta, asciugandola e rendendola più croccante, e che è assolutamente inesistente in cucina. Il primo a notarlo è chef Locatelli, che si mette le mani nei capelli e si volta di spalle. Salvo poi, al minuto 2.25, essere smentito da Cannavacciuolo con un “però non ha messo ancora il pesto”. Come se bastasse questo a giustificare un palese quanto clamoroso errore.

Che viene completato quando lei stessa, dopo aver preparato il pesto, lo butta sulla padella ancora calda insieme alla pasta per farla saltare. Come si vede chiaramente al minuto 2.33, quando è ben chiaro quel simbolo sul piano cottura, che, nel manuale di istruzioni di Elecrotlux indica di fare attenzione perché quella parte del fornello è ancora calda e c’è il pericolo ustioni. E provate a chiedere sempre a un genovese cosa succede mettendo il pesto su una padella calda… A evidenziare l’errore sono tutti gli altri concorrenti, che quasi esultano per la ormai certa vittoria di Fabio, salvo essere zittiti, indovinate da chi? Sempre dal solito Cannavacciuolo. Che, a sua volta, proverà a salvare Maria Teresa (minuto 2.44) dicendo che in realtà il fuoco è spento. Ma, oltre a chiedergli di spiegarci il senso di quello che, allora, ha fatto la concorrente, come avrebbe fatto Antonino, da quella distanza, con la pentola davanti, a vedere la segnalazione sul piano cottura che gli avrebbe fatto capire che era spento? Forse oltre a un palato sopraffino ha acquisito col tempo anche una super vista?

Al minuto 2.53, si vede che il pesto di Maria Teresa ha cambiato colore, perché si sta cuocendo. Il formaggio si sta fondendo e si va a unire con il pesto che si asciuga allo stesso tempo. Al minuto 3.01, la stessa, mette i pinoli crudi su quello che ha creato. Al minuto 3.32 c’è l’unica inquadratura del piatto di Fabio, con il basilico abbondante e il colore verde che il pesto dovrebbe avere.

Sulla cottura, anche, ci sono palesi differenze, nonostante i tentavi di mascherarle. Basta vedere quando gli chef vanno ad attorcigliarla per l’assaggio. Quella di Fabio si avvolge intorno alla forchetta senza problemi, mentre Maria Teresa aveva avuto difficoltà anche al momento dell’impiattamento, perché era praticamente cruda. Oltre a essere diventata quasi secca, vista l’eccessiva mancanza di quel pesto, diventato ormai scuro, come si vede bene al minuto 3.48. Il fatto che la pasta sia fin troppo asciutta è testimoniato dall’assenza di quei normali schizzi che dovrebbero finire sui bordi al momento dell’assaggio. Gli chef hanno anche difficoltà ad arrotolarla, tanto che il solito Cannavacciuolo è costretto a spezzarla con le mani, quasi a voler mascherare le difficoltà.

Quando i tre giudici vanno in confessionale, come sottolineato all’inizio, vengono elencati gli errori fatti dai concorrenti, come il passaggio in padella e la maniera di girare. Ma sono tutti sbagli commessi solo da Maria Teresa, come testimoniato dalle immagini. A gettare qualche dubbio ancora sulla bontà del giudizio è la frase di Cannavacciuolo per cui “sono due piatti quasi simili, ma se chiudo gli occhi in uno sento di più il formaggio”. E anche in questo caso, spiace dirlo, c’è qualcosa che non torna. Perché come farebbe a vincere il sapore del formaggio se è stato cotto in una pentola calda? Il formaggio anche a bassissime temperature, fonde, si attacca. Se viene messo nel pesto attacca tutto e rovina il sapore del piatto. Quel sapore che Cannavacciuolo ha sottolineato, invece, essere buono, se non altro migliore. E, a tal proposito, un’altra domanda che vorremmo porgli è se lui sia lì per giudicare anche, se non soprattutto, come vengono fatte le cose. Perché quello è l’unico modo insindacabile quanto democratico per fare ciò per cui si trova in quella cucina. Spostare tutto nell’ambito della soggettività del gusto, non fa altro che coprire palesi errori di Maria Teresa in questo caso, come di altri che verranno. Se qualcuno decidesse di preparare una pizza con le uova e il gusto fosse accettabile, cosa farebbe Antonino?

Ma Maria Teresa, personaggio molto importante nell’economia di una trasmissione come MasterChef, perché il “cattivo” serve sempre, non è di certo nuova a errori. Come quando nella prova dei grembiuli grigi ha bruciato la cotoletta o nella prima esterna (capitanata proprio da Fabio) non ha saputo fare un riso al salto. Ma anche quando nella seconda esterna non ha saputo guidare la sua brigata nel fritto. E ancora va ricordato come nella prova del cous cous non sia riuscita a impiattare, lasciando il coppapasta nel piatto (abbastanza strano per un programma di quel livello). Così come quando nell’ultima esterna (matrimonio indiano) ha deciso le sorti della squadra negativamente perché ha servito delle melanzane amare. A tutto ciò va aggiunto anche che qualche dubbio persiste sulla bontà dei suoi piatti nelle due prove vinte da lei. Quantomeno sul fatto che fossero i migliori.

In attesa delle risposte alle domande che abbiamo posto nell’articolo, aumentano sempre più i commenti di sostegno a Fabio, che arrivano soprattutto da genovesi, che criticano aspramente la scelta dei giudici e il sistema di cucinare di Maria Teresa il piatto per eccellenza della tradizione ligure. Anche se, e qui siamo davanti a un’altra domanda che meriterebbe una risposta, più di un utente, si è ritrovato con il proprio commento cancellato sotto la foto dell’avvocato napoletano che lascia MasterChef 9 sulle pagine Facebook e Instagram ufficiali del programma. Magari è stato un bug dei social network, non siamo qui ad accusare nessuno. L’obiettivo è solo cercare di fare chiarezza su un programma, a pagamento, che è visto da milioni di spettatori, molti dei quali si sono sentiti presi in giro. E, considerata anche alla presenza di importanti sponsor, è necessario spazzare via il campo dalla nebbia che si è venuta a creare nell’ultima puntata.

O forse è semplicemente proprio vero che, come la stessa Maria Teresa ha detto al termine della puntata, l’erba cattiva non muore mai. Superando anche la concorrenza di un presunto favorito, come sottolineato da chef Locatelli. E chissà, forse è anche più utile ai fini dello show.

Leggi anche...

- Advertisement -