Massimo Costa (al centro, in camicia bianca, senza cravatta) al party per il suo 60° compleanno

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di Giancarlo Tommasone

Mai sottovalutare le conseguenze della passione, che potrebbe portare a fare scelte di vita e di incarico diametralmente opposte a quelle che si seguono oggi. Lo sa bene il segretario provinciale di Napoli del Partito democratico, Massimo Costa, che punta a diventare il prossimo vertice del Comitato regionale Lnd-Figc Campania. Al momento il Comitato campano della Lega Nazionale Dilettanti è commissariato, dopo la caduta del direttivo verificatasi a ottobre scorso, quando sei consiglieri hanno rassegnato le proprie dimissioni. Tutto è avvenuto in seguito alla «performance» assai poco felice, dell’allora presidente Salvatore Gagliano che nel corso dell’Assemblea aveva strattonato, di fatto impedendole di intervenire, la consigliera Giuliana Tambaro.

Massimo Costa, un passato da arbitro,
dunque, vorrebbe ritornare nel mondo dello sport

Ma oltre che per la passione di cui parlavamo prima, la decisione sarebbe maturata pure (e soprattutto) a causa dei risultati non proprio soddisfacenti, ottenuti finora come segretario metropolitano del Pd. Ruolo in cui si è visto ridimensionato; c’è da aggiungere, poi, che il Partito democratico è costantemente in crollo e che la riconoscibilità politica di Costa non è particolarmente elevata, negli ultimi tempi. Basti pensare ai casi recenti, riportati da Stylo24: uno su tutti quello del capogruppo del Pd in consiglio comunale a Napoli, Aniello Esposito, detto Bobo, che non ha la tessera dei dem. O ai deludenti risultati elettorali nel capoluogo e in provincia, e soprattutto, allo stato di subalternità col sindaco Luigi de Magistris in Città Metropolitana, dove i dem non  si sono fatti scrupolo di chiudere un accordo consociativo.

Detto ciò, questa sarebbe la seconda volta che Costa prova
a diventare presidente regionale della Lega Nazionale Dilettanti

L’ultima volta aveva rinunciato in extremis alla candidatura, aprendo poi la strada all’elezione di Gagliano. Il cerchio politico intorno alla nuova candidatura di Costa si è chiuso nei giorni scorsi, quando ha festeggiato, al Circolo Posillipo, i suoi sessant’anni.

Ciò, malgrado il segretario provinciale non possa contare su una forza elettorale in grado di assicurargli la vittoria. I principali sponsor del chirurgo sono due: Lello Topo e Alberto Ramaglia. Il primo, parlamentare del Pd, renziano. Il secondo, ex manager dell’Anm, dimessosi a maggio del 2017, dopo essere stato sei anni alla guida dell’Azienda napoletana mobilità. La candidatura di Costa trova però l’opposizione delle società di calcio, per due motivi: non vogliono un presidente che sia espressione del mondo degli arbitri (come lo stesso Gagliano, d’altronde), non vogliono un segretario di partito che porterebbe in dote, rivestendo l’incarico, relazioni ed eventuali conflitti di interessi che non sono considerati compatibili con la Lega Nazionale Dilettanti.

Per essere più chiari, le società, o comunque i grandi elettori, vogliono che la presidenza sia espressione del calcio giocato e non di un partito

Il Pd, di contro, sta cercando in ogni modo, di lanciare la corsa del segretario provinciale. Ma qual è il metodo seguito dai dem? Quello di fare pressing su Cosimo Sibilia,  deputato di Forza Italia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e vicepresidente vicario della Figc. Convinti (a torto) che un accordo politico abbia un peso maggiore rispetto alle libere elezioni.

(I-Continua)

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