martedì, Ottobre 4, 2022
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Massacrato davanti alla figlia per il «no» al clan: presi i reggenti dei Frizziero

La vittima, un commerciante di Fuorigrotta, aveva deciso di opporsi alla richiesta di forniture gratis avanzata dalla cosca della Torretta e per questo era stato picchiato selvaggiamente

di Luigi Nicolosi

In poche settimane erano diventati il suo incubo. Una vera e propria attività di persecuzione finalizzata a ottenere alcune forniture “gratis”. Il malcapitato commerciante, titolare di un negozio di elettronica nel quartiere Fuorigrotta, dopo aver realizzato alcuni lavori di ristrutturazione non retribuiti nell’abitazione del boss aveva però deciso di dire “basta”. E così davanti all’ennesima richiesta di abbassare la testa e al successivo rifiuto ecco che il clan ha scatenato su di lui tutta la propria furia. Mariano e Alvino Frizziero, esponenti dell’omonima famiglia di camorra radicata alla Torretta di Chiaua, si sarebbero resi protagonisti di almeno due aggressioni con tanto di pestaggio, una delle quali sarebbe avvenuta addirittura davanti agli occhi della figlioletta della vittima. Ma ai due aguzzini la giustizia ha adesso presentato il conto.  

I poliziotti della Squadra mobile e del commissariato San Paolo hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Procura antimafia di Napoli nei confronti di Mariano Frizziero, 42 anni, e Alvino Frizziero, 38 anni, gravemente indiziati dei reati di estorsione continuata e lesioni, aggravati dal metodo mafioso. L’attività investigativa ha origine dalla denuncia presentata dal titolare di una ditta di materiale elettronico, in merito alle richieste estorsive perpetrate da parte dei predetti indagati, i quali il 28 settembre scorso, dopo l’ennesima richiesta, avrebbero aggredito il denunciante all’interno della sede della sua attività commerciale, causandogli lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. Il provvedimento precautelare adottato dalla Procura sarà adesso sottoposto al vaglio del giudice. Agli atti dell’indagini ci sono le immagini registrate da alcune telecamere della zona, oltre che da quelle del negozio, e la testimonianza della vittima.

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