domenica, Dicembre 5, 2021
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Marone, ricordi del procuratore Mancuso che voleva ricevere i disoccupati?

La memoria storica (assai corta) dell’ex sindaco di Napoli che attacca Maresca per una campagna d’ascolto

di Giancarlo Tommasone

Dimostra di avere memoria storica assai corta Riccardo Marone, avvocato amministrativista, con trascorsi da vicesindaco di Napoli, primo cittadino ad interim del capoluogo partenopeo, assessore regionale e deputato della Repubblica, nelle file prima dei Ds poi del Partito democratico. Questa mattina i quotidiani pubblicano una intervista a Marone, in cui l’avvocato interviene a gamba tesa contro Catello Maresca, il sostituto procuratore dato come candidato sindaco in pectore del centrodestra alle prossime consultazioni. Motivo del «contendere», il fatto che Maresca, il 25 marzo ha incontrato nel corso di un webinar, i gestori delle strutture extralberghiere di Napoli.

Cosa che ha innescato la critica di Marone, che ha dichiarato: «Non si capisce perché un magistrato debba condurre una campagna di ascolto». Domanda che però, l’avvocato non si è fatta nel 2003, quando non ad ascoltare, bensì addirittura a voler ricevere una delegazione di disoccupati (in Procura), era stato il procuratore aggiunto Paolo Mancuso, attualmente presidente del Pd a Napoli. Marone dimostra di non ricordare quando lo stesso comportamento che oggi stigmatizza e definisce incomprensibile, lo aveva avuto un magistrato oggi impegnato in politica, tra l’altro, in un periodo in cui alla Regione c’era Antonio Bassolino, e al Comune Rosa Russo Iervolino.

Visto che la politica ha spesso memoria corta, e nel caso specifico, Marone non ricorda – e non vorremmo venisse additato come il solito uomo di sinistra che usa i classici due pesi e due misure, quando si tratta di fatti che riguardano i compagni -, la redazione di Stylo24 ha recuperato dai giornali dell’epoca notizie sull’incontro che Mancuso aveva intenzioni di tenere in Procura con i disoccupati.

Per la vicenda, il Csm aprì un fascicolo d’inchiesta. «Finirà sotto indagine da parte del Csm, il magistrato Paolo Mancuso, per aver manifestato l’intenzione di concedere udienza a un gruppo di disoccupati di Napoli. Un’iniziativa bloccata dal procuratore aggiunto anziano della Procura, ma che secondo i membri laici del Polo di Napoli resta grave. Per questo i consiglieri della Cdl hanno chiesto l’apertura di un fascicolo sul caso. Un’iniziativa che porterà all’apertura di una pratica in Prima Commissione, quella competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati» (scrissero i quotidiani il 10 settembre 2003).

L’articolo continua: «“La stampa quotidiana post-ferragostiana ha riportato in maniera ampia ed evidente notizia di una iniziativa del dottor Paolo Mancuso, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Napoli, che aveva ritenuto di poter concedere in Procura appuntamento e udienza ad un gruppo di disoccupati napoletani insieme con il loro leader – scrivono nella loro richiesta al Comitato di presidenza del Csm i consiglieri Emilio Nicola Buccico, Giorgio Spangher, Antonio Marotta, Giuseppe Di Federico, Mariella Ventura Sarno -. L’iniziativa rende la Procura, nel contesto delle vicende sociali napoletane nelle quali ruolo ed incidenza hanno svolto proprio i disoccupati organizzati, un vero e proprio soggetto politico e determina condizioni intollerabili di compatibilità: si è di fronte a problemi seri di incompatibilità ambientale e funzionale, meritevoli di essere urgentemente analizzati”».

Ma sulla questione, incentrata appunto su motivi di incompatibilità, e di inopportunità, che riguardavano Mancuso, l’avvocato Marone, all’epoca deputato dei Ds, non intervenne. Oggi, invece, intervistato, tiene a sottolineare: «Ho trovato la decisione del Csm, a proposito della posizione in cui si trova il dottor Maresca, assolutamente paradossale e al di fuori della realtà». Nessuna parola fu spesa, però, da Marone, nemmeno quando il Csm decise di non prendere provvedimenti nei confronti di Mancuso.

Ultima considerazione: una cosa è organizzare un incontro per l’ascolto di albergatori, un’altra è avere intenzione di ricevere in Procura una delegazione di disoccupati – che vogliamo sempre ricordare a Marone – da sempre rappresentano una forza dal peso specifico politico assai superiore a quello di altre categorie.

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