Nel nuovo libro il giornalista parte da Trump, Meloni e dalle guerre per raccontare un’alleanza che, secondo lui, è prima di tutto identità
Mario Sechi mette l’Occidente davanti a una domanda semplice: esiste ancora qualcosa che tenga insieme Europa e Stati Uniti quando gli interessi cominciano a divergere? La risposta è già nel titolo del suo libro, Occidente o niente. Elogio dell’Atlantismo. Per Sechi l’alleanza con Washington non è un contratto da riscrivere a ogni cambio di governo. È parte dell’identità politica italiana. Una tesi che l’autore porta avanti mescolando geopolitica e memoria personale, lo stesso metodo del cronista che emergeva già in una vecchia intervista di Stylo24 a Mario Sechi.
Trump vuole rifare i conti con gli alleati
Il passaggio più attuale riguarda Donald Trump. Sechi lo racconta con una frase: «Trump fa il matto ma non lo è». Dazi, Groenlandia, spesa militare e Nato diventano pezzi della stessa strategia. L’America, nella sua lettura, vuole rivedere costi e vantaggi dell’ordine costruito dopo la guerra. Nell’intervista all’Agenzia Dire Sechi parla infatti di un presidente che sta “riprezzando” l’Occidente.

Meloni può dire no senza voltare le spalle all’America
Ed è qui che entra Giorgia Meloni. Per Sechi opporsi a Trump su singole scelte non equivale ad abbandonare l’atlantismo. Il rapporto tra alleati può contenere scontri, trattative e interessi diversi. Un tema già visibile nelle frizioni tra Roma e Washington raccontate da Stylo24 nella linea italiana sullo Stretto di Hormuz.
Ucraina e Israele diventano il banco di prova
Da questo punto il libro si allarga. Ucraina e Israele sono i luoghi in cui l’Occidente misura la tenuta delle proprie alleanze. Sullo sfondo ci sono Russia e Cina, mentre Europa e Stati Uniti non viaggiano più sempre alla stessa velocità. Il nodo, secondo Sechi, non è soltanto militare: riguarda la volontà politica di restare dentro una stessa comunità strategica.
Da Atene a Washington, passando per Roma e Gerusalemme
La parola Occidente, infatti, nel libro non coincide con l’America. Sechi la fa partire da Atene, Roma e Gerusalemme, poi la porta fino a Washington. Nel catalogo ufficiale Piemme il volume è presentato proprio come un elogio dell’atlantismo inteso quale “scelta di civiltà”. Dentro finiscono Kissinger, Cossiga, Berlusconi, Zelensky, Netanyahu e Putin. Più che un trattato, è il racconto politico di un cronista convinto che un’alleanza possa essere discussa e negoziata, ma non trattata come merce.

















