Mario Landolfi

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

“Mario Landolfi era uno dei piu’ assidui nel sottoporre al Ministero dell’Interno la necessita’ di fare un contrasto serio alla camorra, per lui il territorio era una preoccupazione costante”. Lo ha dichiarato l’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, magistrato, da pochi giorni consigliere di Cassazione, sentito come teste, al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), nel processo che vede imputato l’ex ministro della Telecomunicazioni ed esponente di rilievo di An e Pdl Mario Landolfi per corruzione e truffa con l’aggravante mafiosa.

ad

Un altro testimone eccellente convocato dal legale di Landolfi, Michele Sarno, per rafforzare la strategia difensiva; il secondo in pochi mesi dopo il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, che pure in aula aveva confermato di aver interloquito piu’ volte, quando era magistrato della Dda di Napoli, con Landolfi, e sempre in relazione alla situazione criminale della citta’ natale del politico, Mondragone, comune dove per anni ha operato il clan La Torre, tra i piu’ violenti e agguerriti.

Mantovano riferisce anche delle due occasioni in cui al Comune di Mondragone fu inviata una commissione d’Accesso per verificare eventuali infiltrazioni camorristiche, la prima volta nel 2002, quindi nel 2007; in entrambe le circostanze l’ente non fu sciolto.

TI OFFRIAMO INFORMAZIONE GRATUITA, RICAMBIA CON UN GESTO DI CORTESIA: CLICCA QUI E LASCIA UN LIKE SULLA PAGINA FACEBOOK DI STYLO24.IT

Riproduzione Riservata