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Mario Cavallaro, insegnante originario di Scafati e residente in Emilia Romagna, è sotto inchiesta da parte della Procura di Bari con l’accusa di partecipazione ad associazione terroristica. L’uomo avrebbe avuto contatti con presunti affiliati di una cellula. Ma a carico del docente c’è anche il sequestro di materiale informatico, libri scritti in lingua araba e una sim card, tutto confermato dalla Corte di Cassazione, in occasione dell’operazione, portata avanti dai magistrati della Direzione distrettuale di Bari, che un anno fa ha portato all’arresto di un 59enne egiziano. Presidente di una associazione culturale islamica e marito della cugina di Cavallaro.

 

Il professore, 54 anni, è finito al centro di una inchiesta per coinvolgimento in un circuito di terrorismo internazionale a causa di una conversazione intercettata tra due indagati e la sua presenza in un gruppo WhatsApp. Quest’ultimo, però, secondo la tesi della difesa, sarebbe servito solo per le comunicazioni tra parenti. La telefonata fa riferimento a Ibn Taymiyya, teologo a cui si ispirerebbero alcuni gruppi di matrice jihadista.

 

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