Abbiamo intervistato la dottoressa Ursula Franco in merito alle sconvolgenti rivelazioni del programma Chi l’ha visto? relative ad un controverso caso giudiziario. La criminologa collabora con gli avvocati Salvatore Verrillo e Giuseppe Maturo che difendono i fratelli Cristina e Daniel Ciocan accusati di aver violentato e ucciso Maria Ungureanu. Due le tesi contrapposte, quella della Procura e del team che assiste Marius ed Andrea Elena Ungureanu composto dall’avvocato Fabrizio Gallo, dalla criminologa Roberta Bruzzone e dalla genetista Marina Baldi che ritengono che Maria sia stata vittima di un pedofilo omicida e quella della difesa dei Ciocan e dei nove Giudici che si sono pronunciati sul caso che ritengono che la morte della bambina sia ascrivibile ad un evento accidentale e che ad abusarla fosse suo padre Marius.

La criminologa Ursula Franco
La criminologa Ursula Franco

Dottoressa Franco, sappiamo che, pochi giorni fa, Chi l’ha visto? si è occupato del caso Ungureanu, la conduttrice ha reso pubblico il contenuto di un’intercettazione ambientale registrata in caserma poche ore dopo il ritrovamento del cadavere della piccola Maria, sua madre Andrea Elena Ungureanu avrebbe detto: “Finiamo in carcere Ma(rius)… tutti e due… noi, siamo noi colpevoli, noi sappiamo perché”, secondo lei a cosa si riferiva?
Le faccio notare che Andrea Elena Ungureanu, nonostante fosse stata appena messa al corrente, non solo della morte di sua figlia ma delle ripetute violenze sessuali di cui era stata vittima, mostrò non disperazione per la grave perdita ma preoccupazione per le proprie sorti e per quelle del marito Marius. La signora Ungureanu, in questa intercettazione, si riferisce alle ripetute violenze sessuali cui Marius Ungureanu sottoponeva sua figlia e delle quali lei evidentemente era a conoscenza. Il maggiore Zerella aveva appena fatto notare ai due coniugi che non potevano non essersi accorti che Maria era vittima di abusi cronici, queste parole, pronunciate poche ore dopo la morte della bambina, non possono che leggersi come una confessione, provano infatti che Andrea Elena Ungureanu era al corrente degli abusi già da prima che i RIS trovassero lo sperma di Marius sulla maglietta della bambina.

La piccola vittima, Maria Ungureanu

Dottoressa, sempre nella stessa puntata è andata in onda un’intervista a Marius Ungureanu durante la quale l’inviata Veronica Briganti lo ha messo di fronte ad una risultanza investigativa incriminante, ovvero la presenza del suo sperma su una maglietta in uso esclusivo a sua figlia Maria e sulla copertina del suo lettino, cosa può dirci in merito alla reazione di Marius Ungureanu?
Marius Ungureanu non è stato capace di negare in modo credibile di aver abusato di sua figlia, non ha negato con Maurizio Flaminio in un’intervista risalente al marzo 2017 e non lo ha fatto con Veronica Briganti. Nelle due interviste, Marius, non solo non è stato capace di negare in modo credibile ma non è stato neanche capace di chiamare le violenze sessuali che sua figlia subiva con il loro nome perché non riesce a confrontarsi con l’infame reato da lui commesso.
Abbiamo sentito l’avvocato Gallo asserire che i RIS avrebbero attribuito la fatidica maglietta alla madre di Maria, Andrea Elena Ungureanu, che può dirci in merito?
La maglietta era in uso esclusivo alla piccola Maria, non solo lo si inferisce facilmente da innumerevoli intercettazioni di conversazioni tra i genitori ed altri soggetti, ma sul verbale redatto dai RIS due giorni dopo la morte di Maria e relativo al sequestro della maglietta incriminata e della copertina, su cui è stato isolato lo sperma di Marius Ungureanu, si legge: “tutti gli atti venivano compiuti con la presenza costante di Marius, padre della vittima, il quale a specifica domanda riferiva che tutti gli indumenti e la coperta di cui sopra erano in uso alla propria figlia”. Per quanto riguarda gli esami eseguiti sulla maglietta nel tentativo di individuarne il proprietario, è falso che i RIS abbiano concluso che fosse in uso a Andrea Elena Ungureanu, i RIS hanno semplicemente isolato sulla maglietta, miscele genetiche dei componenti della famiglia Ungureanu, come logico, dato che la bambina condivideva parte del suo DNA con entrambi i genitori.

La piscina in cui è annegata Maria Ungureanu

Dottoressa, in merito alla maglietta incriminante, che cosa pensano i nove Giudici che si sono pronunciati sul caso?
I tre Giudici del Tribunale del riesame di Napoli, il GIP e i cinque Giudici della Cassazione, non hanno dubbi riguardo a chi avesse in uso esclusivo la maglietta tanto che si sono espressi in questi termini: “L’attribuzione degli abusi al Ciocan, non solo è da ritenersi indimostrata, ma anche improbabile e in contraddizione con il contesto e che, anzi, sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali, per le tracce di sperma del padre su una maglietta e sulla copertina del suo lettino, per il tenore di alcune conversazioni registrate che fanno trasparire la di lui preoccupazione e per la circostanza che l’ultimo rapporto sessuale subito dalla bambina risale al pomeriggio del giorno della sua morte, quando si trovava a casa (…) Gli inquirenti si sono “fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate”.