Maria Caniglia e il sindaco Luigi de Magistris
Maria Caniglia e il sindaco Luigi de Magistris, in una foto di qualche anno fa

di Giancarlo Tommasone

Il problema della mancata erogazione dei pagamenti alle case famiglia, come è stato sottolineato anche dall’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta, sarebbe dovuto al blocco di cassa che riguarda proprio il Municipio partenopeo. Sono circa due anni e mezzo che le comunità (un centinaio tra Napoli e provincia) che ospitano minori (sia italiani che stranieri) non vengono pagate.

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L'assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta
L’assessore al Welfare del Comune di Napoli, Roberta Gaeta

Tutto ciò comporta un rischio che bisogna tenere mai come ora presente: un migliaio di minori (con seri problemi alle spalle, ci sono anche giovani maltrattati e abusati) potrebbero finire in mezzo a una strada. Ormai i fondi sono esauriti, le strutture sono andate avanti con prestiti e anticipi di cassa, ma alla fine le banche, perfino gli istituti di credito cosiddetti «etici», hanno fatto intendere che non possono fornire ulteriore sostegno economico.

Nel frattempo non c’è alcuna certezza sui tempi per veder erogati alle case famiglia i pagamenti di due anni e mezzo, pari a circa 20 milioni di euro secondo una prima stima.

L’ultima tranche è stata effettuata dal Comune di Napoli a gennaio del 2016. Proprio in merito ai tempi, a quando si ipotizza, potrebbero concretizzarsi suddetti pagamenti, Stylo24 ha chiesto spiegazioni alla consigliera Maria Caniglia (componente del gruppo Ce simme sfasteriati), presidente della Commissione Welfare di Palazzo San Giacomo.

Maria Caniglia e il sindaco Luigi de Magistris

«Purtroppo la situazione è quella che è, non possiamo nasconderci dietro un dito», afferma Caniglia, riferendosi alle condizioni tutt’altro che floride, delle casse del Comune di Napoli. «Per quanto riguarda i tempi dei pagamenti alle case famiglia, non si può prevedere, dunque, quando potranno avvenire» continua la consigliera.

C’è un’altra questione, ed è relativa al contributo del ministero dell’Interno per i minori stranieri non accompagnati.

Si tratta di 45 euro al giorno che in molti casi rappresentano «ossigeno» per le strutture e per i loro ospiti. Anche suddetto contributo, inspiegabilmente non viene versato dal Comune alle case famiglia. «Credo che il passaggio dal Viminale alle case famiglia, sia di competenza dei servizi sociali, non mi risulta comunque che il contributo sia trattenuto dal Municipio», sottolinea il presidente della Commissione Welfare (termine che si può tradurre pure con politiche sociali, ndr).

L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Panini

Di opinione diversa i responsabili delle 100 comunità che si trovano sul territorio di Napoli e provincia e che vedono sempre più vicina la chiusura. Quando avverrà l’inversione di tendenza? Quando finalmente saranno pagate le case famiglia? Non si sa. Del doman non v’è certezza, questo, le comunità lo sanno bene.

(IV – Continua)