Gaetano Manfredi, Roberto Fico e Catello Maresca

A sostegno del prof scende in campo anche il presidente della Camera Fico, che dimentica il ruolo super partes della terza carica dello Stato

di Giancarlo Tommasone

E’ sotto gli occhi di tutti, al di là dell’evidenza che si cerca ad ogni costo di negare: Gaetano Manfredi è espressione di un particolare universo politico formato da Pd, centrosinistra, campo largo. Un mondo in cui convivono innaturalmente dem e grillini «geneticamente modificati». Perché, lo ribadiamo, i veri M5S (in generale e nel caso specifico di Napoli) sono quelli che si riconoscono nelle posizioni di Matteo Brambilla, che fedele al principio della democrazia costruita dal basso, si è giustamente ribellato all’idea di una candidatura imposta dall’alto (leggi pure: da Roma).

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Candidatura giallorossa praticamente costruita in laboratorio, manovra a cui hanno lavorato Letta, Conte e Bettini e che viene appoggiata anche dai tipici esponenti del sinistrismo grillino al caviale; da quelli a cui piace andare a inaugurare gli eventi, prendere parte agli incontri, avere l’invito della prima dell’Acquario. Qualche esempio? Roberto Fico, posillipino, ex duro e puro, che da anni ha lasciato nell’armadio l’eschimo a 5 stelle, per indossare la più comoda giacca e cravatta di  presidente della Camera, e che fa parte, a tutti gli effetti, dell’establishment che tifa per Manfredi.

Il corso radica chic
dei grillini di sistema

A sostegno del prof, dunque, troviamo il mondo delle università, quello delle imprese che vivono grazie ai finanziamenti pubblici, quello delle aziende che pubblicizzano le perdite e privatizzano i ricavi, il mondo dei salotti buoni. A supportare la candidatura giallorossa c’è tutto quello che un tempo era stato racchiuso nella definizione di sinistra radical chic, e che lasciate le piazze affollate e pecorecce dei vaffa, preferisce le terrazze sul mare. Vanno bene anche i bar di Posillipo.

E a ulteriore riprova del corso imboccato dai grillini di sistema, c’è proprio la scorrettezza istituzionale e persino l’ineleganza, di Roberto Fico, di un presidente della Camera dei deputati che fa apertamente campagna elettorale per un candidato, Manfredi naturalmente. Ciò svilendo in toto il ruolo super partes  che deve avere la terza carica dello Stato.

L’endorsement
della terza
carica dello Stato

Ragionando come Fico, a questo punto ci dovremmo aspettare che la Casellati, presidente del Senato, venga a Napoli, a fare campagna elettorale per Maresca, papabile del centrodestra. Ma non ci sembra – proprio perché Casellati ha contezza e rispetto per il suo incarico – siano state programmate visite partenopee di questo tipo. E bene ha fatto Catello Maresca a ribadire con forza l’invasione di campo di Fico, invasione di campo assolutamente da stigmatizzare.

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