Marco Sarracino, componente della direzione nazionale del Pd

di Giancarlo Tommasone

E’ stato uno dei testimoni oculari del patto che, a maggio scorso, avrebbe dovuto aiutare a rilanciare il Pd napoletano, partendo soprattutto dalla base, dalla necessità di ritornare uniti. «Stylo24» ha raccolto la testimonianza di Marco Sarracino – componente della Direzione nazionale del Partito democratico -, e il suo ricordo, relativi ai giorni dell’accordo.
Come si arrivò al patto?
«Io mi ero fatto sponsor della pacificazione. Una volta raggiunto un accordo di massima, che prevedeva più che la presidenza a Oddati, una segreteria unitaria, l’ingresso, negli organismi di garanzia, di dirigenti provenienti anche dalla parte che sosteneva Oddati, ho concluso la mia azione».

Il segretario provinciale del Pd, Massimo Costa

A chi è stato affidato il compito di dare seguito all’accordo?
«Diciamo che erano state gettate le basi, dopodiché ho affidato tutto nelle mani del segretario (Massimo Costa) e della parte che era uscita sconfitta al congresso. Poi il segretario ha ritenuto di dover fare la segreteria a maggioranza, senza includere la minoranza, quella di Oddati».
Una scelta non proprio in linea con la volontà e la necessità di pacificazione, quella di Costa.
«Una scelta che io non ho condiviso, tanto è vero che nonostante avessi sostenuto Costa durante il congresso provinciale, non ritenni questo comportamento corretto e non entrai – parlo della componente Orlando che rappresento – nella segreteria provinciale e tuttora non ci sono. Sostengo questa maggioranza, ma non ci sono voluto entrare».

Massimo Costa, Tommaso Ederoclite e Nicola Oddati a un incontro organizzato dal quotidiano Il Mattino

Ci sembra di comprenderne i motivi.
«Non mi sembrò molto carino da parte di Costa farmi gettare (inutilmente) le basi per costruire un accordo unitario e poi, quando toccava a lui, non continuare il lavoro di edificazione. Nonostante non avessi sostenuto Oddati al congresso, lo ribadisco, sono abituato a ragionare con lealtà. Era stato preso un impegno e nei fatti non fu mantenuto».
Tra un po’ si tornerà a lavorare a pieno regime, cosa c’è all’orizzonte del Pd napoletano?
«Da settembre credo bisognerà comprendere se si dovrà anticipare il congresso anche a Napoli, visto che saremo nella fase del congresso nazionale».

Il presidente provinciale del Pd, Tommaso Ederoclite

Capitolo Ederoclite, a maggio scorso aveva mostrato, almeno così dichiarò, di essere pronto a fare un passo indietro per il bene del partito. Al momento, però, è ancora il presidente dei dem napoletani.
«Tommaso Ederoclite è stato legittimamente e democraticamente eletto, dopodiché lui stesso dichiarò di essere a disposizione del partito, qualora si fosse riusciti a trovare un accordo per l’unità all’interno delle varie sensibilità; quelle, per intenderci, che al congresso si erano divise sulle tre candidature. Tra queste opzioni c’era chiaramente quella di dare la presidenza alla parte che aveva sostenuto Nicola Oddati. Ederoclite, cito testualmente, disse che era a disposizione della volontà del partito».

Nicola Oddati

Cosa pensa del lavoro fin qui svolto da Ederoclite?
«A questa domanda non posso rispondere. Posso commentare qualcosa che esiste, non qualcosa che non c’è. Da marzo, da quando è diventato presidente, a oggi, non trovo ci sia traccia effettiva del suo lavoro. E non andasse a dire, il presidente, che non ha avuto tempo perché è stato impegnato con le amministrative, perché il Pd alle amministrative non si è presentato da alcuna parte».