lunedì, Gennaio 30, 2023
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«Marco Di Lauro? Io l’ho visto nel rione, è un bastardo»

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di Giancarlo Tommasone

La notte delle manette scattò il 7 dicembre del 2004 e portò in carcere oltre 50 persone: a quel blitz sfuggì Marco Di Lauro, all’epoca dei fatti, 24enne. E’ da allora che è cominciata la sua lunghissima fuga terminata sabato scorso con la cattura in un appartamento in Via Emilio Scaglione, a Chiaiano.

Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la rete di appoggio
all’ex superlatitante e per individuare i posti toccati nel corso
di 14 anni vissuti in clandestinità

Il 27 settembre del 2005, quando cioè Marco è «scomparso» da meno di un anno, i carabinieri producono una informativa relativa all’indagine «The Shield» (vale a dire Il Distintivo, il nome è ispirato da una serie televisiva americana). Sono 43 i soggetti che finiscono sotto la lente degli investigatori dell’Arma: ci sono sia quelli dei Di Lauro che i rivali confluiti nella fazione degli Scissionisti, anche detta degli Spagnoli. Naturalmente fondamentale per l’indagine è l’attività di intelligence, effettuata tramite intercettazioni telefoniche e ambientali.

Più volte gli 007 captano e registrano il nome di Marco Di Lauro
(il famigerato F4, perché quarto dei 10 figli maschi di Paolo)

Ne parlano affiliati e pusher che lavorano nelle piazze di spaccio che insistono nell’area nord di Napoli e che hanno le filiali principali a Scampia e a Secondigliano. Con Cosimo, Vincenzo e Ciro in galera, la gestione del clan di Cupa dell’Arco è affidata al quarto figlio di Ciruzzo ’o milionario, vale a dire proprio a Marco.

Le conversazioni (intercettate) tra gli affiliati: chi comanda è Marco

Una delle conversazioni captate avviene il 22 maggio del 2005 e verte sul ruolo di Marco Di Lauro: «Chi comanda è Marco», afferma uno degli affiliati. «Il piccolino», sottolinea l’interlocutore (presumibilmente riferendosi alla stazza di Marco Di Lauro e anche al fatto che sia il fratello «piccolino» rispetto a Cosimo). Il 30 maggio del 2005, dalla cimice posizionata in una Fiat Punto, gli investigatori captano la conversazione che avviene tra tali Totore e Carmine. Carmine dice: «Alla faccia del cazzo… Marco, Marchetiello (si riferisce a Marco Di Lauro)». Totore chiede: «E’ quanto Nunziello (Nunzio Di Lauro)?». Carmine gli risponde: «Eh, però è più chiatto di Nunziello. E’ assai capa di merda». Al che Totore dice di non aver mai visto Marco Di Lauro e Carmine invece afferma di averlo visto in Mezzo all’Arco (Via Cupa dell’Arco): «Quello venne pure dentro al rione». «Chi?», chiede Totore. «Marcuccio – risponde Carmine – Sì, però è un bastardo (vale a dire uno spietato malavitoso)». «E’ infame, è infame? Chi te l’ha detto?», domanda ancora Totore. «Io l’ho visto, è infame», risponde Carmine.

Lo spessore criminale di Marco Di Lauro, a tutti i livelli, è dunque riconosciuto dagli appartenenti al clan. F4 oggi ha 38 anni e dallo scorso sabato si trova rinchiuso nella sezione Alta sicurezza del carcere di Secondigliano. Ieri mattina, nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Pietro Carola, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice gli ha contestato (Marco Di Lauro è assistito dagli avvocati Carlo e Gennaro Pecoraro) l’ipotesi di reato di associazione di stampo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti, che avrebbe commesso tra il 2007 e il 2008.

L’ex superlatitante, ieri, si è avvalso della facoltà di non rispondere
Oggi comparirà davanti al gip per il secondo interrogatorio

Poco prima dell’incontro con il giudice, l’avvocato Carlo Pecoraro ha illustrato all’ex superlatitante le sue pendenze giudiziarie: Marco Di Lauro sarebbe apparso poco al corrente degli addebiti che gli sarebbero stati contestati di lì a poco dall’autorità giudiziaria.  Stamattina, il 38enne comparirà davanti al gip Marco Carbone, per un altro interrogatorio; identica la contestazione, solo riferita a un periodo di tempo più esteso. Il 38enne, potrebbe essere presto raggiunto da un decreto di 41bis, misura che lo confinerebbe al carcere duro.

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