lunedì, Gennaio 30, 2023
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Protetto dagli amici di infanzia e dai fedelissimi del fratello Cosimo

di Giancarlo Tommasone

Assicurato l’ormai ex superlatitante alla giustizia, gli investigatori sono adesso al lavoro per inquadrare la rete di fiancheggiatori che ha permesso a Marco Di Lauro di vivere in clandestinità per oltre 14 anni. Una squadra di uomini fidatissimi avrebbe protetto il figlio del superboss Paolo, consentendogli spostamenti blindati, utilizzo di abitazioni e collegamenti per organizzare la cosca di Cupa dell’Arco.

Il gruppo di fedelissimi al servizio
del giovane boss di Via Cupa dell’Arco

Soggetti sui quarant’anni che proverrebbero direttamente dal «secondo cerchio», quello più vicino ai Di Lauro, legati ai vertici del clan da profondi rapporti di «amicizia», frutto di anni di frequentazione. Lo stesso Salvatore Tamburrino (42 anni), ex sorvegliato speciale, che sabato mattina, a Melito, ha ucciso la moglie con tre colpi di arma da fuoco, è ritenuto un amico di infanzia del 38enne Marco Di Lauro, oltre che persona contigua al clan di Secondigliano. Tamburrino si è costituto alcune ore dopo il delitto, l’uxoricidio è stato messo in correlazione con la successiva cattura del rampollo di Ciruzzo ’o milionario.

La telefonata e le fibrillazioni tecniche
che hanno messo gli 007 sulle tracce del fuggitivo

Ci sarebbe stata una telefonata intercettata dagli 007 dell’Antimafia, con la quale si informava i «compagni» del «casino successo a Melito» e della necessità di «spostare» il latitante; i contenuti della conversazione avrebbero fatto scattare «la fibrillazione sulle attività tecniche» (citiamo il questore di Napoli, Antonio De Iesu), indirizzando le indagini. Indagini, che poi potrebbero aver avuto una conferma direttamente da una fonte confidenziale.

L’uomo che ha assassinato la moglie a Melito
era monitorato: a lui Marco Di Lauro
si era affidato per continuare la latitanza

E’ a questo punto che sarebbe stato avviato l’iter del blitz, conclusosi con successo nell’appartamento di Via Emilio Scaglione a Chiaiano. Tamburrino era sicuramente monitorato e come lui altri «sodali», che formerebbero la rete di protezione a Marco. Tutti amici del 38enne, di cui doveva fidarsi ciecamente e nelle mani dei quali aveva messo la sua libertà e finanche la sua vita. Non dimentichiamo, infatti, che sulle tracce di Marco non c’erano solo polizia e carabinieri, ma per un certo periodo, il «fuggitivo» avrebbe dovuto guardarsi anche dai rivali del clan Di Lauro.

A comporre il «cerchio» di fiancheggiatori di F4 (come pure viene indicato dagli affiliati il figlio di Ciruzzo ’o milionario) ci sarebbero stati anche quelli che una volta erano i «pretoriani della guardia imperiale» di Cosimo, fratello maggiore di Marco. E’ proprio a Cosimino, considerato dal 38enne punto di riferimento, che quest’ultimo si sarebbe ispirato, quando si è trovato a dover gestire il clan.

Il clan Di Lauro, negli ultimi anni, si è riorganizzato
anche grazie ad alcune scarcerazioni
di uomini di elevato spessore criminale

L’organizzazione di Cupa dell’Arco, nell’ultimo periodo, anche in virtù del ritorno in libertà di esponenti di peso (che hanno finito di scontare pene inferiori ai dieci anni) si sta riorganizzando: in campo, a questo punto, ci sarebbe un numero di elementi dei Di Lauro maggiore rispetto a quello degli scissionisti (vale a dire coloro che dal 2003 confluirono nell’esercito dei «ribelli» e risultarono vincenti alla fine della faida di Secondigliano).

Probabilmente, già nei prossimi giorni, il boss
sarà sottoposto al regime di carcere duro

Tornando a Marco Di Lauro, per lui è in arrivo un decreto di 41bis, che lo porterà al carcere duro, regime al quale sono sottoposti attualmente lo stesso fratello Cosimo e il padre, Paolo. Sul fronte delle indagini, gli inquirenti analizzano il materiale (documenti, carte e «pizzini») rinvenuto nel covo di Via Emilio Scaglione; all’attenzione degli investigatori sono finiti pure alcuni profili Facebook: sulle bacheche sono finiti frasi e commenti a favore del boss catturato e contro lo Stato e le forze dell’ordine.

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