Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Il progetto è nato in collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana

Alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum il MANN svela la mostra ‘Thalassa. Meraviglie sommerse del Mediterraneo’, contenuti, caratteristiche e innovazioni tecnologiche che accompagneranno l’esposizione a Napoli di quattrocento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali, dal 5 dicembre al 9 marzo 2020, con un messaggio che va oltre l’archeologia e invita a riflettere sul mare nostrum oggi inteso ‘come ponte e non come separazione‘. In arrivo dal Museo Archeologico di Atene, trenta opere provenienti dal famoso relitto di Antikythera, prima imbarcazione scoperta nel Mediterraneo agli albori del 900: gioielli in oro, coppe di vetro, parti di statue bronzee ed oggetti della vita di bordo.

Thalassa non è solo una mostra sul Mediterraneo antico ma è, soprattutto, un esempio di metodo. Al centro del nostro lavoro ci sono la ricerca scientifica, il sostegno tra enti statali e territoriali, l’apporto delle Università, le professionalità dei giovani archeologi, le azioni innovative di aziende tecnologiche private” anticipa Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Dai tesori al commercio, dal mito all’economia, dalla vita di bordo alle ville d’otium fino ai rinvenimenti nelle acque profonde. ”Thalassa disegna, nel complesso, rotte culturali tra tanti siti campani, del Meridione e di altri paesi mediterranei. Si tratta di una connessione storica che però deve rafforzare l’idea che il Mare Nostrum sia un ponte e non una separazione. In questo senso vanno intese anche le mostre collaterali, che ci parlano di migranti napoletani e ischitani fra fine Ottocento e primi del Novecento” sottolinea Giulierini.

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All’Archeologico di Napoli saranno esposti utensili per la preparazione e conservazione del cibo, anfore per il trasporto di olio, vino e garum, i lingotti di piombo che, dalla penisola iberica, raggiungevano Roma e gli straordinari lingotti in oricalco, prezioso materiale citato da Platone nei racconti su Atlantide. E ancora, strumenti provenienti da Pompei, Ercolano e dalle acque di Pantelleria, utilizzati per pesca di cetacei, tonno e corallo. Thalassa andrà oltre la matrice archeologica: “Il mare è anche avventura, fascino dell’esotico, crocevia di culture – ricorda Giulierini – per questo abbiamo ospitato la mostra su Corto Maltese e questo spiega il calendario di eventi che accompagnerà i giorni iniziali dell’ esposizione. Il mare è, infine, ambiente da tutelare: nel percorso si succedono le fasi antiche e quelle future del Mediterraneo mentre, praticamente a fianco, la mostra ‘Capire il cambiamento climatico’ con il National Geographic, ci parla di quanto le plastiche e le altre forme di inquinamento insidino le nostre acque“.

Il progetto Thalassa è nato in collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana: la rete di ricerca è stata resa possibile dall’impegno dell’archeologo Sebastiano Tusa, scomparso nella sciagura aerea di marzo 2019. Teichos ha promosso l’esposizione, realizzata anche in sinergia con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

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