lunedì, Novembre 29, 2021
Home Notizie di Politica Manfredi ha già messo le mani sul flop Pnrr

Manfredi ha già messo le mani sul flop Pnrr

- Advertisement -

Il sindaco ha rilasciato dichiarazioni poco confortanti

Sono già finiti i toni trionfalistici del sindaco Gaetano Manfredi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. I grandi proclami con cui nei mesi scorsi annunciava la volontà di rivoluzionare Napoli con questi fondi sono già stati dimenticati, al punto che ieri ha mostrato addirittura pessimismo. «Voglio esprimere una preoccupazione che avverto tutti i giorni, tutti aspettano che il Pnrr risolva i problemi del mondo, c’è una aspettativa che va al di là di quello che il Pnrr riuscirà a fare. Tutti pensano che cambierà la loro vita e il loro lavoro, noi sappiamo che non sarà facile che sia così» ha detto parlando all’assemblea dei sindaci progressisti e riformisti a Roma.

Secondo il primo cittadino «il Pnrr è molto difficile da realizzare. Nel mio comune c’è pochissimo personale e questo problema è di tanti sindaci di Italia e del Sud. Abbiamo grandi difficoltà di realizzazione». Per Manfredi però il problema non è il mancato rilancio del Sud che ne conseguirà, per Manfredi il problema è che così «si corre il rischio di far nascere nuovamente l’antipolitica se raccontiamo che tutto va meglio ma poi la gente sta peggio. Il grande impegno che dobbiamo mettere in campo e che farà la differenza del Pd e del campo progressista è quello di prendersi cura delle persone, coltivare questa speranza che c’è. Ma dobbiamo anche avere la consapevolezza che se perdiamo questa opportunità avremo un rimbalzo di sofferenze e di odio sociale che difficilmente riusciremo a gestire».

Secondo l’ex rettore quindi bisognerà preoccuparsi dell’odio verso il Partito Democratico e non delle difficoltà delle persone. Bella prospettiva.

Il continuo giocare in difesa

Ma aldilà di questo, quello che lascia perplessi è che il primo cittadino continua a mettere le mani avanti per ogni minimo problema. Prima delle elezioni disse che se Napoli fosse fallita per mancanza di liquidità la colpa non sarebbe da attribuire al sindaco entrante ma al Governo che non ha aiutato la città. Dopo la nomina ha minacciato subito Draghi, Letta e co.: «Subito fondi o io mi dimetto e Napoli fallisce».

Adesso, ciliegina sulla torta ha spiegato a tutti che sarà molto difficile attuare il Recovery Plan e in caso di fallimento non ci sarà niente di strano. Certo le difficoltà ci sono tutte, nel Mezzogiorno ci sono più debiti, meno personale nei Comuni e più difficoltà strutturali rispetto al Nord e di conseguenza sarà più difficile spendere i soldi arrivati dall’Europa. Ma se l’Italia ha avuto una fetta maggiore di questi fondi, come il sindaco ben sa, è soprattutto per recuperare il divario tra Sud, Nord e resto d’Europa. Se questi problemi non ci fossero, probabilmente per l’Italia ci sarebbero meno fondi. Perché questo piangersi addosso in continuazione e gettare le mani avanti per un eventuale flop del pnrr? Un po’ di ottimismo non guasta.

Le difficoltà ci sono, ma scaricarsi le colpe di dosso, adesso, ancora a bocce ferme ci sembra solo un fenomeno legato al «paraculismo». L’invito che ci sentiamo di rivolgere al sindaco Manfredi è di rimboccarsi le maniche e fare meno il «napoletano vittimista». Nessuno gli attribuisce ancora colpe. Il debito monstre non è stato generato di certo dall’ex rettore che negli anni passati era da tutt’altra parte. Ora c’è bisogno di meno lacrime, e più lavoro. Perché lo ha detto anche il suo mentore De Luca: «Il Sud lamentoso piagnone ed inefficiente deve morire e prima muore meglio è».

Riproduzione Riservata
- Advertisement -

Leggi anche...

- Advertisement -
Riproduzione Riservata