sabato, Agosto 13, 2022
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L’inganno della giunta comunale «alla Draghi»

Il neo sindaco ha rivelato di voler imitare l’ex presidente Bce ma i nomi che circolano non entusiasmano la folla

Per la nuova giunta municipale il neo sindaco Gaetano Manfredi ha ribadito la voglia di creare una squadra di governo di alto profilo, sul modello del governo Draghi. Affermazioni però che fanno riflettere. L’ex presidente della Bce aveva definito il nascente esecutivo come quello dei «migliori». Parole però che nella realtà si sono trasformate in un boomerang e di difficile attuazione. Draghi pur di accontentare tutti i partiti della sua maxi coalizione ha dovuto includere nel nascente governo nientedimeno che Luigi Di Maio, Roberto Speranza e Fabiana Dadone e altri miracolati della politica. Senza entrare nei particolari, i tre non sono certo da annoverare tra le «eccellenze» italiane.

Addirittura qualcuno è stato nominato ministro, pur trovandosi in difficoltà nel parlare correttamente l’italiano. Certo ci sono anche alcune personalità di spessore scelti dallo stesso presidente del Consiglio che non sono stati sottoposti alla lottizzazione dai partiti ma qualche spazio ai sostenitori l’ha dovuto concedere. Il governo Draghi dunque, con questi presupposti, sarebbe la fonte d’ispirazione? Forse Manfredi voleva dire che anche lui, per accontentare tutti, dovrà raccattare quello che i partiti passano. Che cosa dobbiamo aspettarci per la prossima amministrazione napoletana?

I nomi che circolano non fanno entusiasmare

Si parla di Edoardo Cosenza, presidente dell’ordine degli ingegneri e già assessore regionale ai lavori pubblici nella giunta Caldoro, di Caterina Miraglia, mamma di Stanislao Lanzotti (il ribelle di Forza Italia fondatore di Azzurri per Napoli), anch’essa già assessore con l’ex governatore del Nuovo Psi. Altri nomi che circolano sono Graziella Pagano, coordinatrice cittadina di Italia Viva, di Barbara Preziosi, coordinatrice provincia del partito di Renzi, di Paolo Mancuso, di Marco Sarracino segretario metropolitano del Pd, dell’ex ministro Francesco Boccia. Sicuramente tutte persone per bene e che si metterebbe al servizio della città ma che politica sono completamente a digiuno di capacità di gestione di una situazione complessa come quella napoletana. A questo punto Manfredi ha solamente un modo per smentire le voci, nominare veramente assessori di alto profilo politico.

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