lunedì, Dicembre 6, 2021
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Manfredi dopo nemmeno 10 giorni svela il bluff: mi candido pure coi debiti

Il papabile della coalizione giallorossa cambia idea e si iscrive alla corsa per guidare il Comune di Napoli

di Giancarlo Tommasone

Ha subito abbracciato la linea della «retromarcia», Gaetano Manfredi. La linea che caratterizza l’ensemble Pd-M5S: accuso, magari ritratto, e mi alleo. La storia recente è piena di frasi del tipo «mai con il partito di Bibbiano», «mai al Governo con i 5 Stelle». E poi com’è finita? Con i giallorossi che un accordo, per stare sulla poltrona, lo trovano sempre. Ma parliamo di Napoli e di Palazzo San Giacomo, dove c’è un’altra poltrona in palio ed è quella di sindaco della terza città d’Italia.

Nemmeno dieci giorni fa, l’ex ministro ed ex rettore della Federico II, con una lettera aveva dato forfait, rispetto alla candidatura, a causa del grave livello di dissesto che interessa le casse partenopee. «Il Comune presenta una situazione economica e organizzativa drammatica – scrisse l’ingegnere di Ottaviano -. Le passività superano abbondantemente i cinque miliardi di euro tra debiti e crediti inesigibili. Le partecipate sono in piena crisi e si prospettano difficoltà a erogare i servizi. La macchina amministrativa è povera di personale e competenze indispensabili. La capacità di spesa corrente è azzerata».

Difficile, dunque, comprendere come Manfredi abbia potuto cambiare idea in così poco tempo, e accettare la sfida di candidarsi a sindaco di Napoli. Secondo quanto si apprende dalla coalizione, l’ex ministro avrebbe avuto rassicurazioni da Roma sulla preparazione di norme in grado di salvare i Comuni in condizioni di bilancio come quello partenopeo. A convincere Manfredi a fare un passo indietro rispetto al passo indietro di dieci giorni fa – si apprende pure – sarebbero stati anche i colloqui telefonici avuti con il segretario Pd, Enrico Letta, e con l’ex premier Giuseppe Conte.

Ma al di là della ola di sostegno e delle rassicurazioni che giungono appunto dai maggiorenti di Pd e M5S, nulla dal punto di vista legislativo è stato avviato. Quindi delle due l’una: o stanotte, il Parlamento approverà una legge salva Comuni – che tra l’altro non sarà mai discussa in commissione – e quindi Manfredi si ritroverà domani con la soluzione a portata di mano. Oppure Manfredi ha cominciato la sua campagna elettorale con una colossale «invenzione», che è quella di accettare una candidatura dietro un preciso impegno del Governo, per salvare non solo le casse di Napoli, ma pure le casse degli altri Comuni dissestati.

Ovviamente esiste anche la terza ipotesi, che Stylo24 aveva già immaginato: il passo di lato, annunciato con la lettera, sarebbe tutto un bluff. Vale a dire un modo per scaldare i motori e per creare fibrillazione attorno a una candidatura – quella di Manfredi appunto – che non scalda i cuori degli elettori dei 5 Stelle e soprattutto del Pd. Un bluff a cui hanno abboccato in molti, ma che sarebbe stato pienamente letto da una «vecchia volpe» della politica, qual è il governatore della Campania.

Ci saremmo, infatti, aspettati, all’indomani della rinuncia di Manfredi, fuoco e fiamme da parte di Vincenzo De Luca, che invece nell’occasione, ha adottato un basso profilo. Probabilmente, o perché ne era a conoscenza, o aveva intuito la triangolazione Pd-M5S-Manfredi che stava caratterizzando quelle giornate di finta crisi politica.

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