martedì, Agosto 9, 2022
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Il prof Manfredi copia da Giggino: rimandato in economia

Il candidato propone di utilizzare i fondi del Recovery per pagare i debiti del Comune. Peccato che quei soldi siano utilizzabili solo per investimenti

di Mauro Della Corte

Se il buon giorno si vede dal mattino, l’ex rettore della Federico II e candidato sindaco di Napoli Gaetano Manfredi non ha cominciato proprio bene. Sulle orme di quanto fatto da Giggino de Magistris, che ha utilizzato i fondi che il Governo gli ha dato in più occasioni come anticipi per pagare la cassa, il candidato del centrosinistra ha proposto, in una nota, di utilizzare i fondi del Pnrr per ridurre i debiti del Comune partenopeo.

Per l’ex rettore «c’è un tema cruciale per la sopravvivenza di molte aziende del nostro territorio, già duramente colpite dagli effetti della pandemia, che prestano servizi all’Amministrazione comunale: far rispettare il termine di legge per pagare i fornitori che altrimenti rischiano di avere gravi difficoltà finanziarie. Al momento, il Comune di Napoli – con riferimento al bilancio consuntivo 2019 – riesce a mantenere gli impegni con le imprese fornitrici con una media di 396 giorni (pari a 13 mesi) dalla prestazione a fronte dei 30 giorni richiesti dalla norma del 2013: troppo tempo per salvaguardare la solidità delle piccole e medie aziende, chiamate nel frattempo a garantire il pagamento degli stipendi ai lavoratori nonché a versare le tasse ed i contributi. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un’azione di monitoraggio del processo di estinzione dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni ed i Comuni del Sud si trovano spesso in ritardo».

Manfredi: «Una grande boccata d’ossigeno alle casse comunali»

Per rimediare a tale problema Manfredi propone di prendere in considerazione «la proposta di Confartigianato di applicare la compensazione diretta tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la Pubblica Amministrazione, ma soprattutto una grande boccata d’ossigeno alle casse comunali verrà dai fondi del Pnrr. Toccherà alla macchina amministrativa dimostrare di saper predisporre progetti utili alla comunità e di essere capaci di spendere bene le risorse del Recovery plan in modo da contribuire alla riduzione dei tempi di pagamento alle imprese». Parole che come minimo dimostrano la poca attenzione del candidato al dibattito politico italiano.

Mesi orsono il Movimento 5 Stelle lanciò la proposta di ridurre le tasse utilizzando proprio i fondi del Recovery fund. Proposta che fu bocciata da Enzo Amendola, suo collega di schieramento e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei che spiegò: «Io mi limito a far notare che i sussidi e i prestiti del Recovery Plan sono destinati a investimenti, non alla spesa corrente. E servono per tornare a crescere in modo robusto, in modo da ridurre il debito» ma solo come conseguenza del rilancio quindi, non in via diretta. Quei fondi, continuò Amendola «sono destinati a investimenti supplementari rispetto a quanto avremmo fatto senza il piano europeo».

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