“Nessun metal detector per i controlli iniziali e nessuna schermatura tramite jammer all’interno delle aule, sia alle preselettive che alle prove scritte. Al concorsone della Regione Campania i candidati hanno potuto introdurre cellulari e altri dispositivi connessi a Internet e ricevere così il fatidico aiuto da casa”.

“Come dimostrano le foto che abbiamo ricevuto – dichiarano Francesco Leone e Simona Fell, soci fondatori dello studio Leone-Fell a cui molti dei candidati si sono affidati per proporre ricorso – i cellulari sono stati introdotti all’interno delle aule, durante i test. Abbiamo anche ricevuto prova della mancata schermatura, ovvero dello screenshot della schermata iniziale di un cellulare connesso durante la prova. Ma c’è di più, il nostro team di esperti ha notato picchi di ricerche anomale su Google su alcune parole chiave, prese a campione, dai test somministrati ai candidati. Il tutto a conferma che i dispositivi connessi a Internet sono stati usati per risolvere i quiz”.

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“Abbiamo analizzato il test del 20 settembre e abbiamo notato:

Domanda 55: termine chiave “679/2016”, volumi di ricerca massimi alle ore: 10:28, 10:52, 11:00, 11:24, 16:36

Domanda 61: termine chiave “241/1990”, volumi di ricerca massimi alle ore: 10:52, 15:24

Domande 70 e 71: termine chiave “1/2015”, volume di ricerca massimo alle ore: 11:32

Domanda 70: termine chiave “santo protettore polizia municipale”, volumi di ricerca massimi alle ore: 11:08, 11:24

Domanda 80: termine chiave “La Smorfia”, volume di ricerca massimo alle ore: 11:24. Ricerca correlata «Santo Patrono»

Per quanto riguarda la violazione dell’anonimato, una delle più gravi irregolarità che si possano riscontrare in una selezione pubblica, i legali precisano che “se si ha a disposizione uno smartphone o un qualsiasi altro dispositivo connesso a Internet, è possibile fotografare il proprio codice a barre e inviarlo a un complice che può così facilmente associare il nominativo al codice alfanumerico o appuntarlo per poi comunicarlo”. Qualora una di queste irregolarità dovesse verificarsi, l’intera procedura selettiva ne risentirebbe, penalizzando i candidati onesti a discapito dei “furbetti”. “

“Oggi pomeriggio incontreremo i candidati al concorso e i nostri ricorrenti per raccontare non solo quanto da noi scoperto in queste ore – spiegano gli avvocati Leone e Fell – ma anche per spiegare cosa accadrà nelle prossime ore. Domani parteciperemo alla Camera di Consiglio presso il Tar Napoli dove saranno discussi i ricorsi sia per la categoria C che D. Successivamente, chiederemo che il Legislatore rinnovi la disciplina sui concorsi pubblici (il DPR 487/94) che è uno strumento anacronistico e incapace di tutelare il merito”. Infine, sarà pubblicata una lettera aperta destinata a tutti i partecipanti a una selezione pubblica, di cui anticipiamo alcuni stralci: “Le truffe, le centinaia di casi di compravendita di posti che sentiamo ogni giorno – scrivono i legali nella lettera aperta – le irregolarità, tutta la normativa lacunosa che regola la materia delle competizioni concorsuali, non sono colpa delle persone che partecipano ma responsabilità diretta di quei rappresentanti delle istituzioni che non svolgono con dignità il loro ruolo di baluardo delle regole. È la politica infatti che dovrebbe prendere in mano la situazione in questo momento rendendosi conto che se tanti tribunali ci hanno dato – e ci stanno dando – ragione probabilmente tante cose nel sistema dei concorsi pubblici sono irregolari”.

La lettera aperta ai candidati:

I concorsi pubblici sono una cosa seria, sono il momento in cui lo Stato ha bisogno di persone valide che svolgano compiti importanti.

I concorsi sono il momento in cui i più meritevoli non “vincono un posto fisso” ma si mettono al servizio della comunità tutta, dei più deboli e dei più capaci, di chi ha le risorse per arrivare a fine mese e di chi è costretto a spostarsi perché non trova neanche un lavoro nella propria terra.

Questo per noi sono i concorsi, un momento in cui bisogna riunirsi, con serietà, alle stesse regole e condizioni, mostrare il meglio che sappiamo dare e meritare l’onore di servire gli altri nei più diversi settori. Proprio il servizio verso gli altri e la serietà della stragrande maggioranza dei candidati che partecipano ai concorsi pubblici sono le ragioni che ci hanno spinto a fondare il nostro Studio.

Le truffe, le centinaia di casi di compravendita di posti che sentiamo ogni giorno, le irregolarità, tutta la normativa lacunosa che regola la materia delle competizioni concorsuali, non sono colpa delle persone che partecipano ma responsabilità diretta di quei rappresentanti delle istituzioni che non svolgono con dignità il loro ruolo di baluardo delle regole. È la politica infatti che dovrebbe prendere in mano la situazione in questo momento rendendosi conto che se tanti tribunali ci hanno dato – e ci stanno dando –ragioneprobabilmente tante cose nel sistema dei concorsi pubblici sono irregolari.

Vincere un ricorso, infatti, non è una “mezza verità”.

Le nostre tesi vengono analizzate attentamente dai giudici e quando vi è l’accoglimento di un ricorso significa esclusivamente una cosa: quello che abbiamo segnalato al giudice è vero e al contempo rappresenta una irregolarità che danneggia il merito e la parità tra concorrenti.

Quando vinciamo, non è una vittoria per lo Studio Legale Leone-Fell& C., per il suo ricorrente o la squadra di avvocati che ne hanno curato la causa, ma è una vittoria per la comunità intera, che vedrà rispettate le regole e potrà trovare persone competenti a rappresentare lo Stato, dietro lo sportello di un ufficio, per strada e ovunque ce ne sia bisogno.

Se troviamo un dipendente pubblico incapace di fare il proprio lavoro, infatti, è perché non c’è stato alcun rispetto delle regole proprio durante i concorsi, perché qualcuno ha chiuso un occhio, perché ha sempre funzionato così e non ci siamo indignati abbastanza.

In questo modo, la pensione di nostro padre arriva in ritardo di anni, l’errore di calcolo su una tassa ci mette in grandi difficoltà economiche, un “visto” che non arriva blocca per mesi la ristrutturazione di un’impresa o di casa.

Certamente la tutela dei diritti in tribunale è il nostro lavoro, ma prima di tutto, per noi, è un dovere civico, una questione di dignità, un testamento morale, qualcosa che facciamo per non rimanere in silenzio, per dire che nella nostra vita siamo stati al servizio degli altri, come chi lavora onestamente nella pubblica amministrazione.

In queste ore sono tanti i messaggi che arrivano in sede, dopo tutto quello che abbiamo scoperchiato riguardo gli ultimi concorsi pubblici, per questo vi ringraziamo e vi vogliamo dire chiaramente una cosa: noi non rinunceremo mai a denunciare chi vuole rubarvi il futuro. Non molleremo la nostra battaglia perché siamo sicuri che siate nel giusto, che meritiate di contendervi “quel posto” ad armi pari con gli altri, senza subire imbrogli e furberie.

Chi ha studiato con fatica ed onestà e vuole il rispetto delle regole troverà in noi i più fidati e professionali alleati.

Coloro che invece pensano solo a loro stessi, sperano in un concorso poco chiaro per sfruttare raccomandazioni, imbrogli e malaffare troveranno in noi il peggior nemico. Con le persone che sperano di prevalere senza merito, non possiamo né vogliamo condividere nulla perché sappiamo che stanno rubando il futuro ai nostri figli e bramano per costruire un mondo peggiore.

Francesco Leone, Simona Fell, Ciro Catalano, Floriana Barbata

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