Luigi Di Maio

Spin Doctor è un esperto di comunicazione politica e di strategie elettorali che analizzerà, per «Stylo24», i temi di politica locale e nazionale fino alle prossime Politiche

di Spin Doctor

«Sarò il presidente di tutti i siciliani, di chi mi ha votato e di chi legittimamente ha ritenuto di votare altri candidati». Questo quanto affermato dal neo governatore della Sicilia Nello Musumeci, dopo aver appreso che sarà lui ad amministrare il territorio siciliano. La candidatura di Musumeci rappresenta una scommessa vinta in primis dalla leader di Fratelli d’Italia – AN Giorgia Meloni che individuò nel «fascista perbene» la persona giusta a ricompattare il centrodestra.

LA NETTA VITTORIA DI MESUMECI
E DEL CENTRODESTRA IN SICILIA

Difatti, Musumeci e il centrodestra unito, hanno torchiato il grillino Giancarlo Cancelleri, fermo al 34,6%, doppiato il rettore di Palermo, Fabrizio Micari indicato da Pd e dal partito di Alfano, che si è fermato sotto il 20%. Seguono a distanza Claudio Fava, candidato di Mdp, Prc, Possibile e Verdi vicino al 6,3% e Roberto La Rosa del Movimento Siciliani Liberi con uno striminzito 0,7%.

Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana
Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana

Esaminando i dati elettorali emerge che i 5 Stelle sono il primo partito con il 26,6%, Forza Italia, seconda forza politica con il 16,4%, segue il Pd con il 13%. Non brilla la lista Fratelli d’Italia-Noi con Salvini, ferma al 5,2%, pessimo risultato di Alfano, la Sicilia era la sua roccaforte, non è nemmeno riuscito ad entrare nell’Assemblea regionale siciliana, restando sotto la soglia del 5%. Non bene la sinistra, che con la lista Cento passi supera il 5% e rientra all’Ars dopo 11 anni.

QUANDO SI CHIUDONO LE URNE
NESSUNO AMMETTE LA SCONFITTA

Come in tutte le competizioni elettorali, dopo il voto sembra come se nessuno abbia perso. A sentire i big di partiti sono tutti vincitori. In questa logica fanno scuola senza ombra di dubbio i grillini. Infatti, non è chiaro se omettano o fingano di non capire che il Movimento 5stelle in Sicilia, anche impegnando tutte le forze migliori (Grillo, di Battista, Di Maio e lo stesso candidato governatore Cancelleri insieme alla sorella deputato nazionale) è fermo al dato delle ultime elezioni europee.

Ancora, sovrapponendo i dati dei candidati governatori e quelli di lista risulta che il candidato del Pd, Micari, prende meno voti delle liste a lui collegate (hanno influito negativamente la pessima gestione di Crocetta e la forte spaccatura della sinistra), mentre Cancelleri prende più voti del M5S; circa l’8% degli elettori del centrosinistra ha votato per il Pd o per le liste collegate, ma non per Micari, dando di fatto il suo consenso a Cancelleri.

Probabilmente gli elettori siciliani hanno considerato che votare Micari non fosse un voto utile valutando la battaglia del rettore di Palermo persa in partenza, dando per certo che il duello fosse tra Cancelleri e Musumeci. Da qui, la scelta è andata sul grillino per arginare, come ormai si ripete da anni, la vittoria della destra. Caso secondario, per Musumeci (due punti in meno delle sue liste di centrodestra) e per Fava (un punto in più rispetto ai Cento passi).

IL GIOCO DI SQUADRA DEL CENTRODESTRA
CONTRO I CONTRASTI INTERNI DELLA SINISTRA

Alla luce di quanto sopraesposto, sono d’obbligo alcune considerazioni: la vittoria del centrodestra in Sicilia si deve senza ombra di dubbio all’ottimo gioco di squadra dell’intero schieramento politico voluto fortemente da Gianfranco Miccichè, al contrario di una sinistra irascibile e litigiosa. Per quanto riguarda invece il M5S, divenuto ormai un vero e proprio partito politico, dopo le strepitose vittorie di Roma e Torino sembra non essere capace di aumentare o almeno di limitare la dispersione dei propri consensi trovandosi il più delle volte negativamente al centro della cronaca politica (Patrizio Cinque sindaco di Bagheria è indagato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti, la vicenda delle firme false per riuscire a presentare in tempo la lista del Movimento alle comunali del 2012 a Palermo, l’avviso di garanzia della Procura di Torino alla sindaca Chiara Appendino).

IL DIETROFRONT DI DI MAIO
AL DUELLO TV CON RENZI

Ultimo, ma non per rilevanza, il dietrofront di Di Maio al duello televisivo con Renzi, aveva scelto lui l’ora e la data e proposto la trasmissione diMartedì su La7. Appare evidente che il ritiro di Di Maio sia stato trattato con troppa leggerezza sia da lui che dal suo entourage. Sembra quasi che questa manovra sia stata fatta per far perdere consensi futuri al M5S e non certo per rafforzare il movimento e la sua figura da candidato premier.

Per il bene del Movimento5Stelle, proponiamo di lanciare una sorta di votazione on line tra gli iscritti in cui chiedere se plausibilmente sia venuto il momento di far riposare un po’ il giovane di Pomigliano d’Arco, stremato dagli impegni istituzionali (magari una lunga vacanza con la sua compagna Silvia Virgulti). Per il bene del Paese, al contrario preghiamo Giggino Di Maio di andare avanti, di continuare nella sua azione politica orientata esclusivamente a far perdere voti al Movimento 5Stelle.