Sopralluogo della polizia municipale in seguito al crollo dell'arco 'borbonico'

Lo ha sottolineato il professor Alfredo Buccaro, ordinario di Storia dell’Architettura alla Federico II di Napoli

Ha focalizzato l’attenzione di stampa, social e opinione pubblica: è l’arco borbonico, lasciato all’incuria e crollato sotto la potenza dei marosi, nei giorni scorsi. Un’opera, che come spiega Alfredo Buccaro, professore ordinario di Storia dell’Architettura alla Federico II di Napoli, è stata realizzata dopo l’Unità d’Italia (dopo, dunque, il 1861), per cui non può essere definito borbonico.

L’arco fu realizzato nel 1883, nel contesto del grande progetto per Via Caracciolo. Cosa lo avrebbe fatto sembrare più antico? Lo spiega sempre il professor Buccaro , nel suo intervento pubblicato sul quotidiano Il Mattino. «Fino all’altro giorno, quell’opera appariva ai nostri occhi di più antica fattura, solo perché consunta dal vento e dalla salsedine, già qualche decennio dopo la sua realizzazione», sottolinea il docente universitario. Buccaro, però, ha pure tenuto a mettere l’accento sulle «condizioni pietose in cui versa Napoli», sotto l’aspetto della cura e della difesa del patrimonio storico-architettonico.  

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