lunedì, Novembre 28, 2022
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Ma la camorra avrà votato per il reddito di cittadinanza?

Il M55 non è certamente il partito dei clan, ma a troppi malavitosi fa gola la pioggia di soldi gratis della card gialla

Nel risultato del Movimento 5 Stelle in Italia, e in particolar modo nel Sud Italia, ha influito (ed è innegabile) il reddito di cittadinanza. In Campania (che conta il maggior numero di percettori del Paese) i grillini hanno ottenuto circa il 40% delle preferenze tra Camera e Senato. Numeri impressionanti che fanno ancora più riflettere se confrontati ai risultati ottenuti nelle altre regioni italiane, dove il M5s non ha sfondato.

Sarà un caso? Difficile. Tantissimi percettori hanno mobilitato l’intero nucleo familiare per tentare di conservare la misura assistenzialista emanata dal governo Conte I e mantenuta anche da Mario Draghi. Una misura però che ha evidenziato anche tantissimi criticità. A partire dalla mancanza di controlli (che nel 90% dei casi sono stati svolti solo dopo) che ha portato tantissimi malavitosi, boss, affiliati o semplici gregari di clan camorristici a percepire il reddito.

I clan e il reddito di cittadinanza

Clamoroso l’ultimo caso scoperto qualche giorno fa quando un latitante, ritenuto affiliato del clan Amato-Pagano, fu arrestato perché accusato di omicidio ed occultamento di cadavere. Dalle indagini di rito è emerso che l’uomo era un destinatario del sussidio statale.

Ma in questi anni non è stato l’unico caso. La figlia di Gaetano Iacolare, condannato per l’uccisione del giornalista Giancarlo Siani, avrebbe percepito senza titolo 8500 euro. A Torre Annunziata la moglie di un boss ha avuto ben 9.700 euro, senza averne diritto, prima che le forze dell’ordine si accorgessero di quanto stava accadendo. Alcuni spacciatori, in altri casi, hanno utilizzato questi soldi «puliti» per acquistare sostanze stupefacenti da rivendere. Veri e propri «business man» della droga con i soldi dei cittadini perbene.

L’interesse della mafia

Chissà quanti altri malavitosi ci saranno ancora tra i 1.605.819 nuclei che ricevono la «paghetta» di Stato. E chissà quanti di loro avranno scelto di votare il partito pentastellato per difendere il proprio introito. Oggi però nessuno si fa una domanda: quanto ha avuto interesse la mafia (che percepisce il reddito di cittadinanza) a votare il Movimento? Non stiamo assolutamente insinuando che i grillini siano legati ai clan o che rappresentino l’area politica di riferimento della camorra. Non esiste alcun elemento giudiziario o logico che possa far propendere per questa ipotesi. Ma è innegabile che una domanda del genere possa sorgere spontanea: quanto ha pesato il voto organizzato (se c’è stato) della criminalità nella affermazione del Movimento?

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