giovedì, Febbraio 2, 2023
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M5S-Venezuela, l’ex consigliere Favia conferma: «Contatti nel 2010»

Tra inchieste, querele, smentite e conferme, continua la vicenda sui presunti fondi venezuelani al Movimento Cinque Stelle.

Dovrebbe entrare a far parte degli atti del fascicolo aperto dalla Procura di Milano sui presunti fondi venezuelani al Movimento Cinquestelle la querela firmata da Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il fondatore di M5S, e depositata mercoledì, come lui stesso ha annunciato sul Blog delle Stelle. Intanto, da quanto si apprende, l’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, dovrebbe puntare ad acquisire nei prossimi giorni il documento alla base del servizio pubblicato lunedì scorso dal quotidiano conservatore spagnolo Abc, che ha rivelato la vicenda per cui il governo venezuelano avrebbe finanziato con 3 milioni di euro i pentastellati, e che viene attribuito dall’autore dell’articolo all’intelligence chavista.

Gli inquirenti e gli investigatori dovrebbero ascoltare, anche servendosi della collaborazione dei colleghi spagnoli, una serie di testimoni, tra cui il console del Venezuela a Milano, Gian Carlo Di Martino e in più intendono capire se il presunto report dei servizi segreti venezuelani, sul quale alcuni analisti a un primo esame hanno espresso dubbi, provenga da un anonimo o da fonte certa.

Ma, intanto, a far rumore in questi giorni è il nome di Giovanni Favia, ex esponente di spicco del M5S in Emilia-Romagna ed ex consigliere regionale prima dell’espulsione nel 2012. Favia ha raccontato di aver ricevuto nel 2010 un’email da sedi diplomatiche venezuelane nella quale si chiedevano contatti e incontri con rappresentanti del Movimento per conoscersi e prendere informazioni sulla nuova realtà politica.

“Io ricordo un fatto sicuramente avvenuto, tutto qui. Non faccio collegamenti diretti con questa vicenda dei presunti finanziamenti dal Venezuela al Movimento 5 Stelle. Se qualcuno li vorrà fare o proverà a capirci di più sarò a disposizione”. Ha raccontato l’ex grillino al ‘Corriere della Sera’, confermando la sua intenzione di recuperare quella famosa mail, anche se “si tratta di cercare un ago in un pagliaio, perché l’account con il mio indirizzo istituzionale è stato distrutto dalla Regione. Però ci tengo a precisare che ricordo bene quell’episodio. Posso essere poco preciso sulla data e quali funzionari venezuelani avessero firmato il documento. Ma il fatto che sia stato cercato un contatto è sicuro. Poteva essere stata l’ambasciata così come il consolato ma qualcuno ci scrisse”. E Favia sottolinea anche come non abbia dubbi sul fatto che si trattasse proprio del 2010, anno in cui sarebbe avvenuto il finanziamento. “Non posso essere preciso sul mese ma sull’anno ho pochi dubbi. Ricordo però anche di essermi prima accertato che non si trattasse di uno scherzo o un falso. L’esito fu positivo, i contatti diplomatici erano veritieri”.

Favia ha affermato di aver girato tutto a Gianroberto Casaleggio (morto nel 2016) e di non averne saputo più nulla. “Sì, perché mi occupavo di questioni territoriali e non capivo in cosa sarei potuto essere utile. Allora decisi di girare tutto a quelli che erano i miei referenti dell’epoca e ai quali mi rivolgevo, quindi Casaleggio e Beppe Grillo. Cosa sia successo dopo non lo so”.

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