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Restituzioni, rimborsi, sull’argomento interviene il capogruppo del M5s al consiglio regionale della Campania, dimenticando però la morosità di Gennaro Saiello. «Stavamo cominciando a preoccuparci. Erano sei mesi che De Luca non faceva alcun cenno ai soldi da restituire su quell’inutile fondo da lui istituito nel 2017, nel quale non ci risulta sia confluito ancora alcun centesimo, né suo, né dei suoi assessori, né di quei burattini che occupano i banchi della maggioranza», dichiara appunto Marì Muscarà.

«Il governatore – aggiunge – incarichi i suoi incapaci funzionari di rimettere mano al pallottoliere, semmai avessero imparato a usare almeno quello, e faccia fare loro il conto che segue: 268mila euro destinati al bando Facciamo Scuola, attraverso il quale abbiamo finanziato 27 progetti di altrettante scuole, 106mila euro per il ripristino dei laboratori dell’istituto Rampone di Benevento, danneggiato dall’alluvione, 33mila euro per acquistare un ecografo e due concentratori di ossigeno donati all’ospedale Loreto Mare, grazie ai quali sono state e continueranno a essere salvate vite umane. Per un totale di 408mila euro. Ecco cosa ha fatto il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle grazie al taglio dei suoi stipendi. Complessivamente noi sette consiglieri regionali abbiamo accantonato la somma di 605mila euro circa. E i soldi non ancora destinati, saranno presto al centro di nuove iniziative di donazione per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini».

«De Luca continua a tirare in ballo la sua ridicola leggina. Giova ricordargli – sottolinea Muscarà – che si tratta di un provvedimento per il taglio volontario degli stipendi. Come Movimento 5 Stelle proponiamo da tre anni un taglio obbligatorio degli stipendi. Proposta puntualmente bocciata. Capiamo che il governatore ha accusato il colpo del reddito di cittadinanza, diventato finalmente realtà e grazie al quale mettiamo in campo vere misure di politiche attive, non come il suo piano lavoro bluff che produrrà soltanto nuovi corsisti e nessuna garanzia di occupazione».

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