di Giancarlo Tommasone

Il salernitano Angelo Tofalo sarà schierato nelle fila del Movimento 5 Stelle alle politiche del prossimo 4 marzo. E’ il risultato delle parlamentarie, la scrematura indetta dai grillini, per scegliere la squadra da presentare all’elettorato. Tofalo, membro del Copasir (Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) è stato al centro di una vicenda alquanto spinosa. E’ acclarato, infatti, che nel 2016 abbia intrattenuto rapporti con Annamaria Fontana. La donna e il marito di quest’ultima, Mario Di Leva, entrambi residenti a San Giorgio a Cremano, a gennaio del 2017, sono finiti in arresto con l’accusa di traffico internazionale di armi.

La sede della Procura di Napoli (Stylo24)
La sede della Procura di Napoli (Stylo24)

Ma cosa avrebbe a che fare Tofalo con i coniugi, che secondo la Dda avrebbero intessuto legami di «lavoro» con l’Iran, nonostante l’embargo internazionale che vieta in misura perentorea qualsiasi compravendita di armi e di strumenti militari con Teheran? E’ stato lo stesso Tofalo a chiarire il particolare. Il deputato salernitano del Movimento Cinque Stelle fu sentito a febbraio del 2017 come persona informata dei fatti dal pm della Dda di Napoli Catello Maresca. La sua testimonianza riguardò, tra l’altro, l’incontro che Tofalo si sarebbe impegnato a organizzare (e che poi non ebbe luogo) a Roma al quale erano stati invitati l’ex premier islamista del dissolto governo di salvezza nazionale libico Khalifa Ghwell ed esponenti di fazioni libiche ‘ribelli’. Fazioni ritenute, tra l’altro, vicine all’Isis. Dall’inchiesta emerse pure un incontro a Istanbul tra Tofalo e il leader libico, che avvenne proprio con l’intermediazione di Anna Maria Fontana. Va detto che Tofalo per la magistratura risulta estraneo alla vicenda, tanto è vero che non è stato mai indagato per quell’incontro né per i rapporti intrattenuti con i coniugi. C’è però da chiedersi, come mai, i grillini allontanino dal Movimento uno, come Marino Mastrangeli, solo perché si è recato nel salotto di Barbara D’Urso oppure il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, a causa della vicenda del presunto abuso edilizio (tra l’altro in una casa di proprietà del marito) e invece non interroghino, quantomeno il proprio elettorato, sull’opportunità o meno di ricandidare Angelo Tofalo? Del resto ha intrattenuto rapporti con quelli che i magistrati indicano come trafficanti d’armi, in una vicenda dai contorni ancora molto sfocati; ma forse per l’integrità del M5S risulterà ai pentastellati più pericolosa la Barbara nazionale che personaggi equivoci finiti nel mirino della Dda.