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“Chi e’ Mario Aliberti?”, hanno preso a chiedersi molti attivisti campani quando domenica sono stati pubblicati i nomi dei 10 eletti al primo step delle europarlamentarie del Movimento 5 Stelle. Mario Aliberti non e’ un attivista e questo non lo nasconde neanche lo stesso eurocandidato. Il suo “curriculum da attivista” compilato su Rousseau e’ poverissimo. “Dato il mio ruolo nella Pubblica Amministrazione non ho mai potuto partecipare come rappresentante o portavoce del movimento”, scrive Aliberti nella sua presentazione, sottolineando di aver pero’ partecipato a “molteplici eventi del popolo 5 stelle” ma in qualita’ di “libero cittadino”. Vive a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli dove e’ conosciuto per aver guidato la guardia di finanza ma non certo per il suo attivismo.

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Il caso Aliberti e’ uno dei tanti che ha portato gli attivisti storici a chiedere, in queste ore, un cambio di passo nel metodo di selezione delle candidature, che tenga conto maggiormente della partecipazione in meetup, gazebo, raccolte firme, battaglie sui territori e meno del nuovo ‘sistema dei meriti’ introdotto quest’anno. E’ un attivista storico un altro candidato che passa al secondo turno, Vito Avallone, 30 anni di Campagna, uno dei quattro candidati campani della provincia di Salerno insieme all’eurodeputata uscente Isabella Adinolfi, alla piu’ giovane eletta, Michela Rescigno, 28enne del piccolo Comune di Castel San Giorgio e a Enrico Farina di Battipaglia che lavora al ministero della Giustizia.

 

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