domenica, Novembre 27, 2022
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Luminarie natalizie, il grande bluff di Confcommercio

Il grande bluff. Non è il titolo del film del 1957, diretto da Patrice Dally, ma la strategia messa in campo dalla Confcommercio di Napoli. Che nei giorni scorsi, con dichiarazioni roboanti del direttore generale Pasquale Russo, attacca duramente l’immobilismo di Palazzo San Giacomo, rispetto al presunto progetto presentato dalla federazione delle imprese per le luci natalizie.

Pasquale Russo direttore Confcommercio per Napoli e la Campania
Pasquale Russo direttore Confcommercio per Napoli e la Campania

Russo ha lanciato l’allarme: «Così si rischia un Natale senza luminarie». E ha spiegato – come si è letto su diversi quotidiani – che la Confcommercio avrebbe presentato al Comune di Napoli un progetto, e di aver raccolto soltanto un «silenzio assordante» dell’amministrazione.

LUCI DI NATALE A NAPOLI
IL COMUNE E’ IN RITARDO
MA DA CONFOMMERCIO
SOLO UN GRANDE BLUFF

Cerchiamo di mettere in chiaro le cose: che il Comune sia in ritardo per l’organizzazione degli eventi legati al Natale, soprattutto per le luminarie (per le quali negli scorsi hanno metteva sul piatto oltre 700 mila euro all’anno), non vi è alcun dubbio. Ma che la Confcommercio abbia presentato un proprio progetto a Palazzo San Giacomo è un bluff. Non esiste alcun protocollo, di nessun progetto presentato. Prassi per qualsiasi atto ufficiale che entri ed esca dal Municipio.

Il sindaco Luigi de Magistris con l'assessore allo Sport e al Patrimonio del Comune di Napoli, Ciro Borriello
Il sindaco Luigi de Magistris con l’assessore allo Sport e al Patrimonio del Comune di Napoli, Ciro Borriello

L’unica cosa presentata è il progetto del Comune di Milano, sulla possibilità di investimenti di privati e sponsor (in cambio di pubblicità). Dunque, nessuna cosa nuova sotto il sole. Soltanto un copia incolla di un bando, che a Milano, a differenza di Napoli, è stato pubblicato a luglio e già assegnato.

Insomma, una «furbata» dell’associazione delle imprese, che punta a mettere il «cappello», non quello di Babbo Natale, sulle luminarie. Si vocifera addirittura di qualche impresa che abbia lasciato la Confcommercio, per contrasti con l’attuale direttore generale. Rimessi a posto i tasselli ci si augura che il Comune eviti l’ennesima figuraccia con la città, e al contempo che la Confcommercio studi una strategia in house, piuttosto che «scopiazzare» le idee, seppur valide, di altri comuni.

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