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I presidi denunciano le criticità per gli alunni di una chiusura continuata

Abruzzo, Lombardia, Puglia, Campania. Quattro regioni dove le ordinanze dei governatori hanno ristretto le maglie dell’ultimo Dpcm chiudendo di fatto le scuole, chi per tutti i gradi di istruzione, chi solo per alcuni.

Unica eccezione al divieto di accedere alle aule e’ per i cosiddetti ‘alunni fragili’, a vario titolo portatori di disabilita’ o bisogni educativi speciali individuati d’accordo con le famiglie. Nell’ultima ordinanza del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, viene specificato che l’attivita” didattica in presenza e’ consentita solo per lo svolgimento delle attivita’ destinate agli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico e ai diversamente abili “il cui svolgimento in presenza e’ consentito previa valutazione, da parte dell’istituto scolastico e delle specifiche condizioni di contesto”.

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Le critiche dell’Anp

“Se tutti gli studenti staranno a casa per un lungo periodo di tempo ci dovremo confrontare con una doppia criticita’. La prima riguarda l’inclusione. ALUNNI con bisogni speciali hanno necessita’ della presenza dei compagni per potersi integrare. Ogni strategia di inclusione puo’ essere praticata solo nella relazione. La seconda criticita’ riguarda perlopiu’ gli istituti tecnici e professionali dove la dimensione laboratoriale della didattica e’ prevalente. Uno studente di alberghiero non impara a fare il cuoco guardando la televisione. Allora, la didattica digitale va bene ma puo’ funzionare solo se integrata”, ha spiegato Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, l’Associazione nazionale dei presidi.