L'ex boss di Forcella, Luigi Giuliano

LA STORIA DELLA CAMORRA Le dichiarazioni dell’ex padrino di Forcella durante il processo per l’omicidio di Annalisa Durante

«Sapevo che i Misso e i Mazzarella avessero fatto un unico sodalizio criminale e controllavano Forcella. Lo so da prima del mio arresto. Dal 1996 in poi, ero a conoscenza della situazione, perché mi portavano le ambasciate in udienza, quando io facevo i processi». A dichiararlo è l’ex padrino di Forcella, Luigi Giuliano, nel corso di una udienza del processo imbastito nei confronti di Salvatore Giuliano, per l’omicidio di Annalisa Durante (vittima innocente della camorra, uccisa all’età di 14 anni, il 27 marzo del 2004). «Prima di andare in carcere – afferma il collaboratore di giustizia Luigi Giuliano – partecipai anche ad alcuni summit, in cui si parlava insieme ad esponenti dei Misso e dei Mazzarella, di organizzarci per aggredire Secondigliano e prenderci tutta Napoli». «In seguito fui arrestato e finii al 41 bis. Dovevo presenziare anche ad alcuni processi per reati meno gravi, e in tali frangenti mi era data la possibilità di partecipare in aula. In quelle circostanze, mi venivano fornite da affiliati, o comunque da altri malavitosi, notizie sulla situazione a Forcella. Poi cambiò la legge sui reclusi al 41 bis e potei partecipare ai processi, solo in videoconferenza», racconta Luigi Giuliano, ex capo indiscusso di Forcella, e per anni, uno tra i principali attori della Nuova famiglia. «Molte volte – spiega ancora l’ex boss al pm che lo interroga al riguardo –, quando potevo ancora partecipare in presenza ai processi, io fingevo di stare male per far rinviare le udienze, e dare la possibilità a chi doveva portarmi notizie, di organizzarsi».