Luigi Di Maio

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Il governo ha allegato alla legge di Bilancio le spese di ciascun ministero alla voce “indirizzo politico”. E quello che per il 2019 prevede di spendere di più è quello dello Sviluppo economico, con 76,5 milioni di euro. Dalla parte opposta della classifica c’è, invece, quello dell’Istruzione, con solo 12. E’ il dicastero guidato da Luigi Di Maio, quindi, a essere pronto a spendere più di tutti e con lui, su uno speciale podio, ci sono altri due ministeri guidati dai Cinque Stelle: quello della Difesa, con Elisabetta Trenta alla guida, con 62,2 milioni, e quello guidato da Alfonso Bonafede, ovvero la Giustizia, con 52 milioni.

Le posizioni successive in questa classifica, vedono, poi, i ministri della Lega. Con quello delle Politiche agricole di Gian Marco Centinaio, con 47 milioni di euro, seguito da quello dell’Interno di Matteo Salvini, con 27 milioni. Una prima differenza netta rispetto a quelli precedenti. Tornano i grillini, con la ministra Giulia Grillo e il dicastero della Salute, con i suoi 25,5 milioni. Ancora l’Economia con Giovanni Tria (22 milioni) e i Trasporti con Danilo Toninelli e le Infrastrutture (20 miliomni). Alla Cultura, guidata da Alberto Bonisoli, si prevede una spesa di 16 milioni, mentre per gli Esteri di Enzo Moavero si dovrebbe arrivare a 15,6 milioni. All’Ambiente guidato da Sergio Costa non si dovrebbero superare i 15 milioni. Come detto, per l’Istruzione di Marco Bussetti, la cifra prevista è di 12 milioni.

Sono tutte spese che vengono ritenute necessarie per pagare le retribuzioni di ministri e sottosegretari, Gabinetti e staff. Ma anche previdenza, viaggi in Italia e missioni all’estero, finanche il noleggio di mezzi di trasporto e quant’altro ritenuto opportuno.

Antonio Di Maio ha presentato le controdeduzioni in merito all’abbattimento dei manufatti abusivi sul terreno di sua proprietà.

Ieri Antonio Di Maio, padre del vicepremier Luigi, ha presentato le controdeduzioni contro la procedura per l’ordinanza di abbattimento di quattro manufatti abusivi e della rimozione dei rifiuti su un terreno in comproprietà con la sorella a Mariglianella (Napoli). I documenti presentati da Antonio Di Maio, sono ora all’esame dei dipendenti degli uffici comunali che dovranno verificare se ci sono gli estremi per emettere o meno l’ordinanza per l’abbattimento dei manufatti abusivi sequestrati le scorse settimane dai vigili urbani, e per la rimozione dei rifiuti presenti su tre piazzole della stessa proprietà terriera. La procedura era stata avviata una quindicina di giorni fa e, secondo quanto reso noto dal sindaco di Mariglianella, Felice Di Maiolo, è stata notificata ad Antonio Di Maio, ma ancora non si conosce l’esito della notifica alla sorella di quest’ultimo, che vive in provincia di Reggio Emilia.

Antonio Di Maio

Come riporta ‘Il Mattino’, adesso serviranno almeno un paio di settimane ai tecnici del Comune di Mariglianella per studiare il fascicolo. E dovranno essere recuperati ulteriori aerofotogrammetrie della zona. Soprattutto perché è sulle date di costruzione che si basano le controdeduzioni di Di Maio sr. Successivamente, nel caso gli abusi venissero considerati effettivamente compiuti, i Di Maio avrebbero 90 giorni per procedere alle proprie spese all’abbattimento. Altrimenti sarà lo stesso Comune a dover provvedere agli abbattimenti, addebitandoli a chi avrebbe commesso gli abusi. E la stessa procedura dovrà essere applicata per la questione dei rifiuti. Nel primo caso, ovvero di una accertata colpevolezza della famiglia del vicepremier, questa avrà sempre la possibilità di ricorrere al Tar per far valere le proprie ragioni.